
sulle tracce
di chi combatte
il peccato originale
gallo/mancuso/zarri
primo maggio live solo
Nessun commento »

terre desolate
lieviti d’amore
per chi c’è e per chi non c’è più
Agosto 2009_Oggi
Dicembre1915_Novembre 2010
1 Commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: rosa, sicilia, speranze
2 Commenti »
29 december 2007 h 5,20 a.m.circa
Leggi questo articolo »
1 Commento »
Ormai è vicina la Terra di Lavoro, qualche branco di bufale, qualche mucchio di case tra piante di pomidoro, èdere e povere palanche. Ogni tanto un fiumicello, a pelo del terreno, appare tra le branche degli olmi carichi di viti, nero come uno scolo.
Leggi questo articolo »
Nessun commento »

"o uomo ! viaggia da te stesso in te stesso, ché da simile viaggio la terra diventa purissimo oro” Rûmî
Leggi questo articolo »
5 Commenti »
Scritto da: gion braun in Argomenti vari, tags: calabria, chaos, figa, guerra, lear, matalugne, nitsch, rosso, sangue, tempo, tonino, vino
Se l’umanità non avesse quella buona percentuale di folli che la popolano sarebbe gia finita da un pezzo.Matto era certo uno come Cristo. Che sconvolse i tempi con parole nuove e si fece uccidere per la sua fede. Ma matto è anche il poveraccio che tutta la vita insegue una sfida.Matti sono stati,sono e saranno gli artisti, gli inventori, gli esploratori di terre e di idee, quelli che hanno l’ardire di cambiare le regole, di mandare a gambe l’aria l’ordine costituito, il senso comune, le logiche aristoteliche e tutto il resto.
Leggi questo articolo »
3 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: gennaio
 insieme a te non ci sto più
guardo le nuvole lassù
cercavo in te la tenerezza che non ho
la comprensione che non so
trovare in questo mondo stupido.
quella persona non sei più
quella persona non sei tu
finisce qua
chi se ne va che male fa.
io trascino negli occhi
dei torrenti d’acqua chiara
dove io berrò …
io cerco boschi per me
e vallate col sole più caldo di te.
insieme a te non ci sto più
guardo le nuvole lassù
e quando andrò devi sorridermi se puoi
non sarà facile ma sai
si muore un po’ per poter vivere.
arrivederci amore ciao
le nubi sono già più in là
finisce qua
chi se ne va che male fa.
insieme a te non ci sto più:caterina caselli
dedicato a chi quel giorno di 20 anni fa fece un furto
giornata della non memoria
per dimenticare
a.n.v.d.t.r .(associazione nazionale vittime del tempo rubato) Riferimenti: foto scattata fine agosto/primi di settembre05
3 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: songs, stories, warehouse
 stories
quando il bambino era bambino
quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese. voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare.
quando il bambino era bambino, non sapeva d’essere un bambino. per lui tutto aveva un’anima, e tutte le anime erano tutt’uno.
quando il bambino era bambino, su niente aveva un’opinione.
non aveva abitudini. sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via.
aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo.
quando il bambino era bambino, era l’epoca di queste domande:
perché io sono io, e perché non sei tu? perché sono qui, e perché non sono lì? quando é cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio?
la vita sotto il sole, é forse solo un sogno? non é solo l’apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro?
c’é veramente il male? è gente veramente cattiva?
come può essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare? e che un giorno io, che sono io, non sarò più quello che sono?
quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed é ancora così.
quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere. ed é ancora così. le noci fresche gli raspavano la lingua, ed é ancora così.
a ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora più alta, e in ogni città, sentiva nostalgia di una città ancora più grande. e questo, é ancora così. sulla cima di un albero, prendeva le ciliegie tutto euforico, com’é ancora oggi.
aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne. aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla.
quando il bambino era bambino, lanciava contro l’albero un bastone, come fosse una lancia.
e ancora continua a vibrare
il cielo sopra berlino:wim wenders
songs
e ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire la mia essenza.
questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine.
un rapimento mistico e sensuale
m’imprigiona a te.
dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri,
non accontentarmi
di piccole gioie quotidiane
fare come l’eremita che rinuncia a sé.
e ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace
iò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
questo secolo oramai alla fine,
saturo di parassiti senza dignità,
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
emanciparmi dall’incubo delle passioni,
cercare l’uno
al di sopra del bene e del male,
essere un’immagine divina
di questa realtà.
e ti vengo a cercare
perché sto bene con te,
perché ho bisogno della tua presenza…
e ti vengo a cercare : f.battiato ma anche c.s.i.
2 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: songs, stories, warehouse
 songs
il mare d’inverno
è un concetto che il pensiero non considera.
è poco moderno,
è qualcosa che nessuno mai desidera.
alberghi chiusi,
manifesti già sbiaditi di pubblicità.
macchine tracciano solchi su strade
dove la pioggia d’estate non cade
e io che non riesco nemmeno
a parlare con me.
mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
mare mare, non ti posso guardare così, perché
questo vento agita anche me
questo vento agita anche me.
passerà il freddo
e la spiaggia lentamente si colorerà.
la radio e i giornali
e una musica banale si diffonderà.
nuove avventure
discoteche illuminate piene di bugie.
ma verso sera uno strano concerto
e un ombrellone che rimane aperto.
mi tuffo perplesso in momenti
vissuti di già.
:il mare d’inverno:ruggeri:
stories
sai cos`è bello, qui?
guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate.
ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente.
il mare cancella, di notte.
la marea nasconde.
è come se non fosse mai passato nessuno.
è come se noi non fossimo mai esistiti.
se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui.
non è più terra, non è ancora mare.
non è vita falsa, non è vita vera.
è tempo.
tempo che passa.
e basta… sarebbe un rifugio perfetto.
invisibili a qualsiasi nemico.
ma c’è qualcosa che incrina questo purgatorio.
ed è una cosa a cui non puoi scappare.
il mare.
il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile.
ma soprattutto:
il mare chiama.
non fa altro, in fondo, che questo:
chiamare.
non smette mai, ti entra dentro, ce l’hai addosso, è te che vuole.
puoi anche far finta di niente, ma non serve.
continuerà a chiamarti.
questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita. Instancabilmente, li sentirai chiamare.
succede in questo purgatorio di sabbia.
succederebbe in qualsiasi paradiso, e in qualsiasi inferno.
senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà.
ceano mare:baricco:
maracaibo…
mare forza 9
fuggire ?
si
ma dove ?
za za… Riferimenti: :gianni berengo gardin:gran bretagna 77:
3 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: songs, stories, warehouse
 stories
PAUL Sembra che qualcuno abbia dimenticato una macchina fotografica.
AUGGIE Sì, io.
PAUL E? tua?
AUGGIE Sì, è un aggeggio che ho da un sacco di tempo.
PAUL Non sapevo che facessi fotografie.
AUGGIE Penso si possa chiamare un hobby. Non mi prende più di cinque minuti, ma lo pratico ogni giorno. Con la pioggia o col sole, con la neve o col vento. Un po? come i postini. (Pausa). Qualche volta ho l?impressione che l?hobby sia il mio vero lavoro e che il lavoro serva solo a pagarmi l?hobby.
PAUL Quindi non sei soltanto uno che passa i giorni qui dentro a dare il resto.
AUGGIE Questo è ciò che vede la gente, ma non è necessariamente ciò che io sono.
PAUL Come hai cominciato?
AUGGIE A far fotografie? E? una lunga storia. Ci vorrebbero almeno due o tre bicchieri per raccontarla.
PAUL Guarda un po?, un fotografo…
AUGGIE Be?, non esageriamo. Faccio fotografie. Inquadro qualcosa nel mirino e schiaccio il pulsante. Non è il caso di menarla tanto con tutte quelle cazzate sull?arte.
PAUL Un giorno vorrei vedere le tue foto.
AUGGIE Perchè no…Dato che ho letto i tuoi libri, non vedo perchè non dovrei mostrarti le mie foto. Sarebbe un onore.
Scena 10
Interno, notte. Appartamento di Auggie
Auggie e Paul sono seduti al tavolo di cucina. A parte qualche contenitore aperto di cibo cinese, il piano è quasi interamente occupato da grandi album di fotografie con la copertina nera. In tutto sono quattordici, e sulla costaola di ciascuno c?è l?annata, dal 1977 al 1990. L?album del 1987 è aperto sulle ginocchia di paul. Primo piano di una pagina dell?album con sei foto in bianco e nero dello stesso posto: l? angolo fra la Terza Strada e la Settima Avenue alle otto del mattino. Nell?angolo in alto a destra di ogni foto c?è una piccola etichetta bianca con la data: 9.8.87, 10.8.87, 11.8.87 eccetera. Paul volta pagina e vediamo sei foto analoghe a quelle di prima. Paul volta pagina di nuovo: stessa cosa. Un?altra pagina: stessa cosa.
PAUL Sono tutte uguali.
AUGGIE Esatto. Più di quattromila foto dello stesso posto: l?angolo tra la Terza Strada e la Settima Avenue alle otto in punto del mattino. Quattromila giorni uno dopo l?altro fotografati con ogni sorta di tempo. Ecco perchè non posso mai prendermi una vacanza. Devo essere là ongi mattina. Ogni mattina nello stesso post allo stesso momento..
PAUL Non ho mai visto niente del genere.
AUGGIE E? una mia idea. Si potrebbe chiamare il lavoro di una vita.
PAUL (depone l?album e ne prende un altro, sfoglia le pagine e vede la stessa cosa. Scuote la testa sconcertato) Incredibile. (Cercando di essere cortese) Ma non sono certo d?averne colto il senso. Voglio dire, com?è che ti è venuta l?idea?
AUGGIE Non lo so, mi è semplicemente venuta. Quello è il mio angolo dopotutto. E? una piccolissima parte del mondo, ma le cose succedono lì come dappertutto. Questa è una cronaca del mio angolino.
PAUL (sfogliando l?album e scuotendo ancora la testa) Sono senza parole.
AUGGIE (sempre sorridendo) Non capirai mai se non rallenti, mio caro.
PAUL Che vuoi dire?
AUGGIE Che vai troppo in fretta. Quasi non le guardi, le fotografie.
PAUL Ma sono tutte uguali.
AUGGIE Il posto è lo stesso, ma ogni foto è diversa dall?altra. Ci sono le mattine col sole e quelle con le nuvole, c?è la luce estiva e quella autunnale. Ci sono i giorni feriali e quelli festivi. C?è la gente con cappotto e stivali e gente in calzoncini e maglietta. Qualche volta la gente è la stessa, qualche volta è diversa. E talvolta la gente diversa diventa la stessa mentre quella di prima scompare. La terra gira intorno al sole e ogni giorno la luce del sole colpisce la terra con un?inclinazione diversa.
PAUL Rallentare, eh?
AUGGIE Si, questo è il mio consiglio. Sai com?è: domani e domani e domani, il tempo scorre a piccoli passi.
smoke:paul auster:
songs
…
la luna è già in strada
…
tu ti trovi ad est del lato orientale di st.louis
il vento sembra che parli
e la pioggia è uno scrosciante applauso
…
piovono chiodi e martelli
…
ed è arrivato il momento
è arrivato il momento
è arrivato il momento
di amare
è proprio giunto il momento
e tutti pretendono di essere orfani
e i loro ricordi sono come un treno
lo puoi vedere rimpicciolirsi man mano che si allontana
e le cose che non riesci a ricordare
ti rammento le cose che non puoi dimenticare cioè che
la storia ha messo un santo in ogni sogno
…
e un bacio tra le sue labbra
fino a che il piatto fuori dalla finestra non è colmo di pioggia
proprio come uno sconosciuto mentre hai la morte nel cuore
e licenzia il suonatore di violino fino a quando non tornerò
:time:tom waits:
Riferimenti: tempo
1 Commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria
 …i will begin again
i will begin again
2 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: blood, under
 red sky
Nessun commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: quiet
 on new year’s day
Nessun commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: pacman
 cos’è? cos’è? ma che colore è? cos’è? quel bianco intorno a me? cos’è?
io non l’ho visto mai! starò sognando? in guardia, jack!
ma cos’è??
cos’è? cos’è? qualcosa qui non va! cos’è? c’è musica in città!
cos’è?
le strade sono piene di persone che sorridono felici
sono pazzi oppure amici?
ma cos’è? cos’è?
è quì! è qui! il posto dove io vorrei restare per magia!
vorrei scaldarmi il cuore e ridere e vivere,
adesso voglio vivere!
io voglio, sì lo voglio, si lo voglio e lo farò!!
io lo saprò! io lo saprò, se questo posto è vero o no!
CHE COS’E'???
:tim burton:nightmare before christmas:
gli uomini per godere la festa delle feste, non cercano gli spassi soliti, al contrario essi scelgono proprio quello che normalmente riesce più ostico e ingrato, l’opposto delle abituali preferenze.
per il giorno di natale -credere o non credere- diventano buoni all’improvviso
quale sia il motivo, guardateli uno per uno :
la mano abituata a bastonare oggi accarezza
la bocca abituata ad imprecare oggi sorride
l?avaro è generoso
l?invidioso gode dei successi del collega
il vendicativo è pronto a perdonare.
sissignori, oggi uomini e donne trovano più soddisfazione nella gioia altrui che nella propria.
e questo, salvo errore, si può dire un bel miracolo….
questo è il prodigio di natale, sul quale non si scriverà mai abbastanza, da tanto è bello e misterioso
resta infatti aperto un grande enigma
basta che dal calendario cada il foglietto del 25 dicembre e che compaia il 26 ,
tutto riprende come prima:
gli affanni
le facce dure
gli occhi cattivi
l’avidità
le parolacce
gli scatti d’ira
le maldicenze
gli egoismi
l’inquietudine.
come se il natale fosse stato un sogno una colpa vergognosa da nascondere o una fuggevole pazzia su cui sarebbe pericoloso insistere.
perchè buoni un solo giorno e poi basta fino all’anno successivo?
eppure sembrano felici
ben strana razza, gli uomini.
bravo chi li capisce
:dino buzzati:il panettone non bastò:
Riferimenti: comunque urime
2 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: euro, lava, stoviglie
 lava etna lava trice lava smacchia
produci consumi crepa
fotografi
amo
senza rullino
bella questa jpeg!poi con photo shop metto un pò più di contrasto.
io uso paint.quale versione? mi pare sia 3456
stampi
amo senza camera oscura
di quant?è la tua memory card?512 mega byte e le tua ? 3456.
filmi
amo senza annu sa re la
pellicola
you tube? se non piove si. quanti ccd hai? 3,tu? penso 3456 senza contare la web cam.
mon
ti amo
editing o petting?uhm petting
scri vi
amo
posti
amo
pubblichi
amo
hai un blog?no però penso di farci un pensierino a natale con la tredicesima
scopi
amo
scoppi
amo
dai dai amore prenditi il viagra,ho tanta voglia dai dai!
ma ho bevuto la coca cola?
navighi
amo
senza mare
senza a
mare
chatti
amo
masturbi
amo
masterizzi
amo
scarichi
amo
non ascolti
amo
non ami
amo
peschi
amo con l’amo
ma non rispettiamo l’ano
ho 20 giga di film in dvx?e io 30 di mp3. io invece 3456 . e tu chi sei? sei straniero?
ci guardi
amo
solo se gareggi
amo
ci odi
amo
facci
amo
finta
di amarci
ascoltarci
arraparci
musichi
amo
no piano
no surprise
disegni amo senza tavole
né pennelli
nè colori
visualizzi
amo arte
digitalizzi
amo morte
mangi
amo
scorreggi
amo
rutti
amo
rigurgiti
amo
con potenza e intelligenza inaudita
sappi amo di
geffer
ueb
treding on lain
plasma
sciopping
spritz
checiap
dolbi surraund
cul
trendi
lcd
accaunt
brauser
spaghetti col pomodoro
ciatt
sms
adsl
scanner
il maiale a natale
msn
displei
scrin sever
not buch
umts
cordiess
blu rei
dvd
cmos
server
pop ap
fri gezz e panch inglese
cappa bait
olive ascolane
desc top
acqua gim
ard disch
gin tonic
sammer card
iu end mi
videomecher
on lain
spinning
daunlod
daun bai lo
infiniti
punti della benzina
traial verscion
usb
usb 2.0
usb 3456
autluch
autovelox
picsel
spam
sperma
demo
eserciti napoletani
gei peg
gif
exe
ai pod
divuix
scai
rai
mp3
empeg
idem4
canale 5
dailer
desain
virus
hai la tessera fedeltà per le offerte?
pronto sono Ermengalda di tele 2
pronto sono Evarista di telecom
pronto sono Eleonora di wind
pronto famiglia Alambicco?no ha sbagliato
tu tu tu tu tu tu
telefoni
amo
non ascolti
amo
osservi
amo
schermo piatto
vita forchetta
devo comprarmi un nuovo cellulare e lo voglio col blu tutt .
si ma dovrebbe cambiare la sim e potenziarla.
e mi dica avete pure lavastoviglie?
produci
amo
paure
ci chiudi
amo
ci incazzi
amo
vogli
amo
pazzeggi
amo
cazze ggi
amo
ficchi
amo
quella donna mi fa impazzire è incredibile…ha un paio di tette..ma dove l?hai vista?
aspè che ti dò il link
caghi
amo
profumi
amo
non puzzi
amo
ci
docci
amo
sti cazzi certi che non puzzi?ti sei fatto la doccia..
non
usci
amo
vivi
amo
davanti ad un monitor
compri
amo
da casa
lavori
amo
da casa
non conosci
amo il nostro vicino
non osi
amo non ci innamori
amo
competi
amo
ci freghi
amo
ci fotti
amo
ascolti
amo
scarichi
amo x 2 x 3 biscotto !
non compri
amo
risparmi
amo
ci ammassi
amo
memorizzi
amo
meglio e-mule ma occhio ai virus . cosa usi norton o mcaafè ? di solito senza zucchero il latte e poi se vai su ebay che se non lo trovi basta che scrivi ebay su google ebay? si ebay o meglio e trattino ? bay e poi appena hai l?allegato fai salva con nome. Paghi con carta di credito o bancomat?
niente copertine
non tocchi
amo
ci tocchi
amo
non immagini
amo
sogni
amo
+ pixel
+ ccd
+ i pod
+ web
+ offerte
+ potenza
+ ram
e
i nostri figli
crescono
+ forti
+ robusti
+ intelligenti
Meno zucchero
+ diete
un figlio
un cane
un gatto
la lavastoviglie
il dolby surround 3456 + 5 meno 1
la parabola
il decoder
il deodorante
i tacos
la cena etnica
la pizza il sabato
il cinema al multiplex
la palestra
la palestr
la palest
la pales
la pale
la pal
la pa
la p
la
l
ciao sei carina?sono sposata..non sono geloso.
pt. one
squilli
sms
chiamata
pt. two
l?incontro
la scopata
l?amante/il sogno
end
matrimonio salvo
la famiglia h19.57
ah ah ah
si si dai si si siisis ohhhhhhh siiiiiiiiiiii
ma che ore sono?
ahhh si bellissimo
aspè che guardo l?orologio
siii siii dai amore spingi e vedi che ore sono
aspè ahh si si così?
Oh si ancora siii
sono le 20
siiii siiii
dai vieni dai amore che c?è l?isola dei famosi
si si si daiiiiii co sono quasi
ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
ti amo
ti amo anch?io
giocano con la play station
è tutto sotto controllo
non rompono i coglioni
-sai gloria mio figlio con la paly station è sempre in finale , è imbattibile,un genio
-anche il mio devi vederlo e così bravo che supera i quadri con estrema facilità, noi gli abbiamo comprato pure xbox3456
dlin dlon
-hanno suonato
-ok scappo
-ci vediamo stasera su msn
-ck
-chi è
-sono gloria ho lasciato la patente sul tavolo accanto alla frutta
i cortili deserti
i tanti corti
nessuno gioca per strada
niente vetri frantumati
yuuuuuuuuu uhhhhhhhhh?ma dove siete? il silenzio degli innocenti / il frastuono delle macchine vroom brum splash bip bip e dai ca**o è verde crash jgballard boom peso+odore produci consumi crepa
calcio
stadi deserti
strade deserte
desser alla frutta
senza zuccheri
senza carie
zero calorie
diete
scuole di calcio
scuole di tennis
pianoforte
xilofono
palestra
balli
salse
merengue
tango africano
meditazione new age
difesa personale
paura dello straniero
corsi di sommelier
corsi di cucina indu
piscina
il tempo è denaro
no scusa scusa
debbo scappare
ci rubi
amo il tempo
non abbi
amo tempo
s e
c i
f o s s e
u n
p o?
d i
s i l en z i o
s e
t u t t i
f a c e s s e r o
u n
p o?
d i
s i l e n z i o
f o r s e
q u a l c o s a
p o t r e m m o
c a p i r e
:la voce della luna:
detto africano : voi avete l?orologio noi il tempo
Riferimenti: ghosts of the civil dead
8 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: illumino, immenso
 nel vecchio stagno,
il tonfo di una rana.
suono d’acqua
:matsuo bash:
Riferimenti: novemberain
1 Commento »
L’orizzonte degli eventi è rappresentato dal confine di un buco nero nello spazio. Ho speso molti anni nel tentativo di capire cosa succede veramente oltre quel confine. Come nasce un buco nero? Che fine fa tutta la materia che ingoia? In cosa si trasforma? Non ho trovato molte risposte. Ma a queste domande ho sacrificato il tempo, l’amicizia, l’amore.
Leggi questo articolo »
9 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: eterna, forma, radice, scompare
 ho viaggiato verso occidente, per scoprirne il senso, per arrestare la normalità travolgente del mio tempo, assedio dopo assedio, ombra dopo ombra, amore dopo amore, senza arrendermi mai, nonostante la solitudine e tutto il vento contrario.Poi ho avvertito i profumi di una preghiera interiore che è vivere, ascoltare, non sprecare nulla senza prima averene consumato le radici da cui nasce. E allora non ho avuto più paura
?Sai papà,ho visto una foto di tutti voi il giorno dell?inaugurazione della casa di campagna. I grandi sembrano di un altro tempo se li confronti con le foto della mia nascita meno di 20 anni dopo.
Vestiti diversi, occhiali diversi, capelli diversi. Come se la società fosse andata veloce, così come eran andata veloce dal dopoguerra al sessantotto. Correvate, correvano. E il vento si vedeva nei vostri capelli, nei vostri vestiti. Invece se vi guardo oggi e vi confronto con una foto alla metà degli anni ottanta mi sembra che voi grandi siate uguali. Avete più tecnologie ma il vostro linguaggio, quello dei vostri vestiti e dei vostri atteggiamenti, persino dei vostri corpi, indica un rallentamento. Le cose sono cambiate poco. D?altra parte, quasi trent?anni dopo, che cosa né è della luna, dello spazio, dell?uomo che conquistava nuove frontiere? Siamo in una simulazione virtuale, papà. Come quelle di Disney-land. Siamo convinti di andare a velocità super-sonica ma siamo fermi:
E alle porte delle nostre case bussano le epidemie dei polli. E ci mettono paura?
?E? la paura, Lorenzo che domina la nostra vita. Paura degli attentati, paura delle malattie, paura della natura, paure dovunque. Anche piccole. Paure che anche avendo messo tutta la vita nella memoria di un computer un virus,stavolta telematico, ce la consumi lasciandoci vuoti, nudi senza traccia. E una sensazione di oppressione, di controllo. Qualcuno può sapere che spese abbiamo fatto, le malattie che che abbiamo, può leggere le nostre mail, può sapere dove siamo grazie al cellulare. Siamo tutti registrati alla locanda della paura.?
ci hanno tolto ogni speranza da condividere e ci hanno chiuso in un luccicante supermercato nel quale tutto si può comprare ma dal quale è impossibile uscire
:i dance with walt(Z)er:la scoperta dell’alba:
post dalla città di k
Riferimenti: peggy agota walter and pegeen
4 Commenti »
"niente di più facile che perdersi a venezia; e, anche, niente di più divertente!
Leggi questo articolo »
6 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: midnight, perfect, world
2 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: cosa, delle, fanfole, gnosi, nuvole, sono
 Il lonfo
Il lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco, e gnagio s’archipatta.
È frusco il lonfo! È pieno di lupigna
arrafferìa malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e t’arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
e quasi quasi, in segno di sberdazzi
gli affarfaresti un gniffo. Ma lui zuto
t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi
Il giorno ad urlapicchio
Ci son dei giorni smègi e lombidiosi
col cielo dagro e un fònzero gongruto
ci son meriggi gnàlidi e budriosi
che plògidan sul mondo infrangelluto,
ma oggi è un giorno a zìmpagi e zirlecchi
un giorno tutto gnacchi e timparlini,
le nuvole buzzìllano, i bernecchi
ludèrchiano coi fèrnagi tra i pini;
è un giorno per le vànvere, un festicchio
un giorno carmidioso e prodigiero,
è il giorno a cantilegi, ad urlapicchio
in cui m’hai detto “t’amo per davvero”.
E gnacche alla formica
Io t’amo o pia cicala e un trillargento
ci spàffera nel cuor la tua canzona.
Canta cicala frìnfera nel vento:
E gnacche alla formica ammucchiarona!
Che vuole la formica con quell’umbe
da mòghera burbiosa?E’vero,arzìa
per tutto il giorno,e tràmiga e cucumbe
col capo chino in mogna micrargìa.
Verra’ l’inverno si,verra’il mordese
verranno tante gosce aggramerine,
ma intanto il sole schìcchera gigliese
e sgnèllida tra cròndale velvine.
Canta cicala,càntera il manfrore,
il mezzogiorno zàmpiga e leona.
Cnta cicala in zìlleri d’amore:
E gnacche alla formica ammucchiarona!
di
:fosco maraini:
per merito di..
:stefano bollani:10 agosto 2006:
tu chiamale se vuoi emozioni quando piano&voce..
che cosa sono le nuvole?
che io possa esser dannato
se non ti amo
e se così non fosse
non capirei più niente
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così
ahh ma l’erba soavemente delicata
di un profumo che da gli spasimi
ahh tu non fossi mai nata
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così
il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso
perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta
ma queste son parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura
l’unico e tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così
:testo di pier paolo pasolini:
e la chiamano estate
ecc
ecc
ecc
Riferimenti: metti una notte di san lorenzo
5 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: luglio, undici
 Il cielo sopra berlino è azzurro…
I luoghi hanno memoria. Ricordano tutto. Il ricordo è inciso nella pietra. È più profondo delle acque più profonde. È come sabbia delle dune, che si sposta di continuo.
Wim Wenders
Ricordo c?era l?anguria verdebiancorossa, ricordo tutto di quell?undici luglio, ricordo il mio glorioso e fantasmagorico album di figurine panini, ricordo ogni partita,ogni stadio, ogni formazione del mundial, ricordo il camerunense n?kono e il sud americano povero ramirez che urlò come munch e iniziò a correre come un matto dopo l?unico gol che El Salvador rifilò all? Ungheria nel 10 a 1 finale, ricordo che il risultato era di 5 a zero e poi il goal con la sua folle corsa, la sua incredibile gioia , minchia avrei fatto lo stesso perché mica capita tutti i giorni di segnare al mondiale, chissà che fine ha fatto?un mito!
fissato come sono di classifiche dicevo che l?82 era stato uno degli anni più belli della mia vita e penso che fosse da ricondurre a quell?undici luglio, ricordo che era una bella serata e che a quei tempi il salame sapeva di salame così come l?anguria sapeva d?anguria, ricordo che c?era gigietto, la ns mascotte, un omino di ceraponga con la maglia azzurra e i capelli biondi che sembrava bonini massimo, ricordo che negli anni seguenti comprai il guerin sportivo con il poster di platinì michele e lo misi sopra il crocifisso, michele era fico era un Dio lui faceva sempre goal nei derby o nelle partite coi viola..bastava pregarlo, lui non c?entra con questi ricordi ma è solo per ricordare che non tutti i francesi sono antipatici, ricordo zoffgentilecabrini come padrenostrocheseineicieli, ricordo che quell?undici luglio festeggiammo, festegiammo tanto ma così tanto che mio zio alzandosi di botto dopo il goal di tardelli ruppe il lampadario con mia cugina in braccio, ricordo che c?era tanta tanta gente a casa mia, proprio tanta, noi bambini eravamo seduti tutti per terra, riguardo quelle foto e sono assalito dai ricordi, dalle emozioni, nelle foto c’era e c’è ancora(perchè le foto sono immortali)l?uomo coi piedi scalzi che faceva le corna, ricordo le magliettine fruit of the loom, ricordo un t-shirt a maniche lunghe bianco azzurra che indossavo quella sera comprata alla ragazzeria, ricordo la t shirt azzurra appesa con le mollette, ricordo che in quello stadio ci andai 7 anni dopo, per vedere l’allenamento del mitico real e fare le foto con el buitre, sanchez, michel e tanti altri ancora, ricordo che emozione, ricordo dei bei ricordi, ricordo che chi scattava foto quell?undici luglio sapeva di immortalare un momento storico da regalare al figlio, ricordo che urlammo a squarciagola e che andammo in spiaggia e poi in giro per le strade di K a piedi ancora non avevamo 14 anni per andare in giro col motorino, ricordo che a G. rubarono la bandiera dei tre colori che è sempre stata la più bella, ricordo che era seccata ma che gli passò subito perché avevamo vinto i mondiali, anche perchè non era il caso di arrabbiarsi mica i mondiali li vinci ogni 4 anni?!? l?ultima volta era successo nel 38 e sia io che lei non c?eravamo
ricordo che c?era fratello M con cui vedemmo tutte le ultime partite e ricordo pure che la prima fase la vidi a casa con fratello T con Gigi ancora in forma perfetta prima che squagliasse col caldo di quell?afosissimo luglio, ricordo che Mick a Napoli scese dal cielo come un angelo caduto in volo con la maglia di Baolorossi , ricordo che a quei tempi passavamo da un nostro amico per dirgli se voleva venire a giocare a pallone e ricordo che lui diceva :”o faccio Baolo rossi o non vengo!” ricordo che a proposito dell?undici luglio nel tv sorrisi&canzoni che costava 350 lire, se ne parlava di questo mick inglese a napoli.
Io per anni non mi sono dato pace non potevo capacitarmi che c?era stato qualcuno in Italia che aveva preferito vedere mick e i suoi amici inglesi anzichè italia germania. Pensavo ma come avranno fatto?E il risultato?E l?urlo di Tardelli ? Minchia non mi davo pace. Non potevo crederci. Che si sono persi ..ecco cosa pensavo..coglioni che non siete altro cosa vi siete persi
ricordo che c?era mr magoo con noi quell?undici luglio un cacciatore di immagini, c?era mio nonno elegante come sempre anche l?undici luglio nonostante facesse caldo, c?era J con le treccine, c?erano le sdraio a fiori e su 40 persone ben 35 erano vestite d?azzurro e mica c?eravamo messi d?accordo, ricordo il mio orologio con la calcolatrice casio, che non mi servì a molto visto che per ben 2 anni consecutivi mi rimandarono in matematica, ricordo che ancora oggi se ci penso che lo persi in spiaggia minchia mi viene n’gustia, ricordo che prima di scendere al mare quando ancora giocavamo contro boniek,uribe e milla alle 11 del mattino coi bicciotti si faceva merenda e si comprava il panino col salame e provolone, ricordo il mitico geppo una delle mie letture preferite in estate, ricordo i miei primi sogni erotici pensando alla ragazza bionda venuta dal nord, ricordo che giocare a nascondino o a guardie e ladri era erotico, così come andare a raccogliere ricci o granchi(uons uons ladi speciol tecch mi far uai parararara…cantavo anni dopo), ricordo l?uomo dei granchi grande e grosso e tanto simpatico venuto dalla terra dei peperoncini amico di noi bambini , ricordo il cattivo prof Cannes che non amava i bambini e noi non amavamo lui, ancora oggi se lo vedo non mi fa tanta simpatia gne gne(omaggio ad A.), ora che ci penso ricordo pure la prima sega ma può essere che è stata col tv sorrisi e canzoni e come protagonista raffaella carrà?minkia no, ricordo male era si il tv&sorrisi ma forse non era raffaella..mi sa che fosse ether parisi uhm non ricordo bene, comunque non era il 1982 ma qualche anno prima 
ricordo bene invece in quell’anno i lenti con reality , minchia il massimo del massimo, sia benedetto richard sanderson,ricordo quelle estati che non torneranno più come non torneranno più giuni russo e i righeira , non vincerà stefano sani il festival delle nuove proposte con la mitica lisa e non imparerò le canzoni a memoria come facevo allora con quelle di alan sorrenti, che se penso a figli delle stelle piango
ricordo le tdk al cromo, quelle al metal costavano di più, ricordo un foglio di carta con su scritto :undici luglio di undici anni fa undici leoni conquistavano il mondo era l’undici luglio 1993, ricordo autovox nell?82, phonola 24 anni dopo
ricordo sempre ambienti di casa mia ma in zone diverse con persone diverse a distanza di anni è tutto molto bello/eccitante/entusiamsmante ma l?anguria non sa di anguria e nemmeno il salame sa di salame e oggi in una normale azione di gioco a centrocampo penso a domani e alle bollette da pagare
…ma al di là delle nuvole brilla un diamante pazzo
sei gennaio 1946 – undici luglio 2006
Syd r.i.p.
ps: rita ha suonato, pixel mi ha invitato e pure don chishiotte che si allunga come sancho panza, stessa cosa la ?mia? famiglia preferita tra tunnina e cozze, tante assaporate pure nell?entroterra con la speranza di costruire un futuro, premi di fronte alle eolie con amici del cuore e con un cuore che non capisco più come prima che non si esalta nemmeno davanti agli occhi azzurri che diventano verdi come il mare quando è mosso di un incontro improvviso,chiudo porte ancora definitivamente splendida splendente con il corpo e con la mente, con la mente alla menta a Venezia e a Ficuzza in cerca di nuove glorie e di nuovi sogni che tanto servono ad alimentare altri sogni, perchè i sogni chiamano sogni
ho conosciuto wim
Riferimenti: syd and other stories from 11 july
6 Commenti »
I gelsi di casa mia hanno qualcosa di magico. Oggi ne ho fatto una scorpacciata e mi hanno messo di buonumore. Penso sia il sapore dei ricordi a renderli così buoni. L’albero dei gelsi è nato nel millenovecentosettanta, accanto al verde melograno. Lo stesso anno nasceva il bimbo che sarebbe diventato suo compagno di giochi e amico per la vita. Tutto quello che vedi da lontano sono tanti puntini neri in un mare di verde. Ma non è solo un albero, foglie verdi e gelsi neri. No, non è solo questo. E’ anche sorgente d’acqua calda per i giorni d’estate. I suoi rami sono lunghissimi e si piegano giù giù fino al pavimento come se volessero carezzare la terra e proteggere chi si nasconde tra le sue foglie formando una specie di campana. E dentro la campana c’è acqua che riscalda.E’ bella perchè e’ calda di sole. Scorre nei tubi trasparenti e quando ti scivola addosso puoi vedere i raggi del sole che giocano con la pelle scura. Quando ero piccolo salivo sui rami e facevo la doccia appeso come una scimmietta. Poi mi sedevo tutto bagnato sul pavimento, le mani e la bocca piene di nero. Quel nero che dopo non voleva andare via nemmeno con il sapone. Allora il mio papà prendeva il gelso bianco, non ancora maturo, mi faceva strofinare forte forte le mani e come per miracolo tornavano pulite. Erano belle quelle estati: scendevi al mare in giugno e tornavi per la festa di fine agosto per non perderti le bancherelle e le mele zuccherose e zuccherate. A volte di notte ci nascondevamo in mille posti per giocare a nascondino e mi ricordo che da li’ correvo per fare liberi tutti. Era bello fare liberi tutti, ti sentivi un eroe, come Thor, il dio del tuono che ci liberava dal male. Ricordo quando mi dissero che era malato e che andava abbattuto, allora io ho chiamato il dottore degli alberi che lo ha salvato. Sento una strana voglia di stare accanto a lui in questi giorni e di fregarmene del passare del tempo, delle nuvole, delle cose brutte che accadono e delle persone brutte che ci circondano in questa terra. Vorrei chiudermi dentro quella campana per non sentire niente, solo moon in june dei soft machine di notte con il rumore dei grilli, delle balere di notte da lontano e l’odore dei gelsomini della casa del signore coi piedi nudi. Vorrei sedermi sul tavolo di marmo bianco, come facevo una volta e guardare gambe di tutto il mondo che fanno rotolare palle da un lato all’altro di un campo d’erba. Ma questa è una storia che mi racconterò un’altra volta.
Leggi questo articolo »
3 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: ponte
 sottotitolo:
ovvero come faremo senza gli arancini di caronte il traghettatore
Mi addormentai, mi risvegliai e tornai ad addormentarmi, a risvegliarmi, infine fui a bordo del battello-traghetto per la Sicilia.
Il mare era nero, invernale, e in piedi sull?alto ponte, quell?altipiano, mi riconobbi di nuovo ragazzo prendere il vento, divorare il mare verso l?una o l?altra delle due coste con quelle macerie, nel mattino piovoso, città, paesi, ammucchiati ai piedi. Faceva freddo e mi riconobbi ragazzo, avere freddo eppur restare ostinato sull?alta piattaforma, nel vento, a picco sulla costa e sul mare.Del resto non si poteva girare, il battello era pieno di piccoli siciliani da terza classe, affamati e soavi nell?aver freddo, senza cappotto, le mani nelle tasche dei pantaloni, il bavero della giacca rialzato. Avevo comprato a Villa San Giovanni qualcosa da mangiare, pane e formaggio, e mangiavo sul ponte, pane, aria cruda, formaggio, con gusto e appetito perché riconoscevo antichi sapori delle mie montagne, e persino odori, mandrie di capre, fumo di assenzio, in quel
formaggio. I piccoli siciliani, curvi con le spalle nel vento e le mani in tasca, mi guardavano mangiare, erano scuri in faccia, ma soavi, con la barba da quattro giorni, operai, braccianti dei giardini di aranci, ferrovieri con i cappelli grigi a filetto rosso della squadra lavori. E io, mangiando,sorridevo loro e loro mi guardavano senza sorridere.
- Non c?è formaggio come il nostro – io dissi.
Nessuno mi rispose, tutti mi guardavano, le donne dalla femminilità voluminosa sedute su grandi sacchi di roba, gli uomini in piedi, piccoli e come bruciacchiati dal vento, le mani in tasca. E io di nuovo dissi:
- Non c?è formaggio come il nostro.
Perché ero d?un tratto entusiasta di qualcosa, quel formaggio, sentirmene in bocca, tra il pane e l?aria forte, il sapore bianco eppur aspro, e antico, coi grani di pepe come improvvisi grani di fuoco nel boccone.
- Non c?è formaggio come il nostro, – dissi per la terza volta.
Allora uno di quei siciliani, il più piccolo e soave, e insieme il più scuro in faccia e il più bruciato dal vento, mi chiese:
- Ma siete siciliano, voi?
- Perché no? – io risposi.
L?uomo si strinse per le spalle e non disse altro, aveva una specie di bambina, seduta su un sacco, ai piedi, e si chinò su di lei, e uscì di tasca una grande mano rossa e la toccò come carezzandole lo scialle perché non avesse freddo. (?)
E intanto finivo di mangiare, e l?uomo con la moglie bambina si chinò un?altra volta e anzi si inginocchiò, aveva un paniere ai piedi, e, osservato da lei, cominciò a far qualcosa intorno al paniere. Era coperto, questo, da un pezzo di tela incerata cucita all?orlo con lo spago, e piano
piano egli sfilò un po? di spago, cacciò la mano sotto la tela, mise fuori un?arancia. Non era grande, né molto bella, non forte di colore, ma era un?arancia, e silenziosamente, senza levarsi di ginocchio, egli l?offrì alla moglie bambina. La bambina guardò me, io vidi i suoi occhi dentro il
cappuccio dello scialle e poi la vidi scuotere il capo. Il piccolo siciliano parve disperato.
(?)e io osservai il piccolo siciliano dalla moglie bambina pelare disperatamente l?arancia, e disperatamente mangiarla, con rabbia e frenesia, senza affatto voglia, senza masticare,ingoiando e come maledicendo, le dita bagnate di sugo d?arancia nel freddo, un po? curvo nel
vento, la visiera del berretto molle contro il naso.
- Un siciliano non mangia mai la mattina – egli disse d?un tratto.
Soggiunse: – Siete americano, voi?
Parlava con disperazione eppure con soavità, come sempre era stato soave anche nel tono di stridula tensione come se gli fosse in qualche modo necessario, per la pace dell?anima, sapermi americano.
- Sì, – dissi io, vedendo questo. ? Americano sono. Da quindici anni
*conversazione in sicilia*
:elio vittorini:
“la vita è come un ponte
attraversala pure
ma non pensare di costruirci sopra la tua casa ”
*puerto escondido*
:gabriele salvatores: Riferimenti: lavorare,lavorare o preferire il rum/od/ore del mare?
4 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: desiderio, paura
 «In tempi come questi,
la fuga è l’unico mezzo che rimane
per mantenersi vìvi e
continuare a sognare»
Henri Laborit
«Elogio della fuga».
130506
12per3ugualetrenta6
s0n0363&69meno3fa6più30fa36
-paura e desiderio-
anni che passano e che lasciano in bocca il gusto un pò amaro del sale
-paura e desiderio-
anni vissuti nel limbo delle emozioni più forti, fuggo con una borsa di sturmunddrang in cerca di felicità da afferare ancora una volta e dentro un bus/casa osservo l’incantevole spettacolo di un viaggio senza capolinea cercando coccole in giro nei piccolicentri con grandipersone
-paura e desiderio-
di un viaggio in cui conta soprattutto non arrivare tardi all’appuntamento col destino
meglio tardi che mai….sogni e lavoro
meglio prima che dopo…amore e sentimenti
meglio tardi che mai meglio prima che dopo meglio tardi che mai meglio prima che dopo meglio tardi che mai mai mai tempo mai dopo mai dire mai mai dire dopo
nel corso del tempo ho potuto costruire più punti di vista dentro di me
-paura e desiderio-
werner herzog“girate e osservate, osservate e girate”
ossevo e giro il mio mondo poi monto ciò che giro nel mio mondo e torno a riosservare il mondo nuovamente montato smontato e rimontato, ho il vantaggio di montare ciò che voglio montare e omettere ciò che voglio rimuovere! non è facile ma ognitanto mi fermo e guardo il mondo da in oblò e mi annoio un pò, allora preferisco osservare in grandangolo dal finestrino di un bus..
semplicemente osservo e mi osservo e mi ritrovo attraverso il mio favoloso mondo
l’amoredesiderio verso questa terra, la paura di tenebre e il desiderio di misericordia, il desiderio di luce e la paura del lutto, la sua molteplicità incanta le sue 10 100 1000 anime,le sue 101001000 dominazioni
-paura e desiderio-
molteplicità di colori di scrittori di autori e di lettori di di di di di di di 101001001 cose che fanno
-paura e desiderio-
come
-paura e desiderio-
per una macchina da presa; desiderio amore e paura commercio, paura ombre e desiderio luce
lascio che il cinema faccia la sua parte come il fischio del vapore incanta i cani
-paura e desiderio-
di giustizia verso compagni di merende che hanno distrutto un bel giocattolo
e chi distrugge i giocattoli deve pagare perchè i giocattoli sono cosa rara e preziosa, buona e giusta sono gli oggetti del desiderio di evasione di tutti noi
nessuno tocchi i giocattoli
nessuno tocchi i sogni
chi rompe paga!
ma non cambierà non cambierà non cambierà
cazzoiocazzoio che nella vita non ho ricevuto favori arbitrali, politici, economici, giuridici che si fottano tutti me compreso che li ho sempre rifiutati
io adesso sono l?unica cosa che mi rimane io sono l?ultima cosa che ho
-paura e desiderio-
non mi interessano più surrogati di passioni, fuggo da chi promette amore eterno, non sono alla fine della corsa ma sento forte il
-desiderio e la paura-
di correre contro il tempo, prima che si chiuda il sipario, prima che tutto passi e nulla resti..
resto qua e osservo il passato con malinconia, arriverà l’alba sarà qui per me meravigliosa come sempre, arriveranno beep beep e chiamate, lacrime e risate, birre e torte, gelati e pop corn(che ca**o c’entrano i pop corn)passerà tutto e mai come questa volta non vedo l’ora che passi
il sipario resta e io me ne vado via
140506 sunday morning notte insonne
160506 è già passato
180506 è già postato
ps:la mia moleskine mi odia
Riferimenti: sugarcubes.birthday
8 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: mondo, palla
 Apelle,
figlio di Apollo,
fece una palla di pelle di pollo.
Tutti i pesci vennero a galla,
per vedere la palla di pelle
di pollo fatta da Apelle,
figlio di Apollo.
Pelle di palle, pollo senza pelle, palla tante palle, troppe palle
notoriamente le palle sono sempre il doppio delle teste di c***o!
Troppe troupe in giro, girano in cerca di palle da raccontare,
siamo pieni di palle di girati e di gente che gira senza palle,
ossessionati dalle palle, nessuno però ha avvisato Apollo che suo figlio Apelle ha fatto questa palla di pelle di pollo
adesso mi chiedo:chi si prende questo pollo da spellare?
palle piene!ne ho piene pure io le palle!
quindi pallofobici del terzo millennio unitevi!
urlate la vs. rabbia contro la mostra delle atrocità dei venditori di palle!
sono gli amici sua maestà il Re!
sono pallonari liberali, reazionari e finto rivoluzionari sono giornalai di uno studio aperto, ma ancora non ho capito aperto a che?
aperto a cosa?
forse aperto alle palle che pericolosamente entrano nelle case di noi pallonari italici, cui oggi non mi vanto di appartenere
quindi chiudo le finestre per non farle entrare
palle vendute come gadget e sparate in aria confezione regalo con tanto di colonnasonoraultimokurick per servizi di morte con lo scopo di creare tensione e strappare ruffiane lacrime di serie Z che più zeta non si può alla povera gente seduta in poltrona
per poi superare ogni limite quando tolgono off al microfono per domandare ad un padre come si prepara al funerale del figlio.
riduttivo chiamarli pallonari!
oggi nel terzo millennio ma sopratutto oggi/oggi essere pallonari è quasi un complimento..parola si sua maestà il Re
eppure ricordo che quando ero piccolo con gli amichetti di p.michetti involontariamente rompevamo le palle alla gente rompendo loro i vetri delle finistre con le nostre palle di calcio
ricordo che sui muri c’erano sempre palle disegnate
ricordo sempre 2 palle e in mezzo la lettera A,
ricordo pure sulla lettera A circondanta da una sola palla,
oppure dentro una palla una fiamma o una falce o un garofano o un edera,
ricordo tante palle allora quante le palle di adesso,
solo che allora erano palle pe(n)santi adesso sono vuote,
ricordo pure le palle di neve che capovolte creavano magia,
oggi invece nessuna magia x via della tecnologia
(ah Bia e la sfida della magia, cazzalora
intanto fa breccia il sole che notoriamente è una palla, una palla di fuoco ma sempre una palla è
e tra una palla e l’altra torno a casa con bus, treni e passaggi, sono i miei viaggi con macchine per fermare il tempo, moleskine ed mp3incuffia,
paesaggi di passaggio come film visti da un finestrino,
nuove emozioni e nuove tensioni, nuove cattedrali banche, troppo banche in paesi dove non c’è acqua da bere e dove Cristo non solo non sì è fermato, ma nemmeno c’è passato, sono i nuovi contrasti della mia terra ma decisamente meno poetici di un tempo, domani riparto…
e adesso fuori le palle?(striscione cempions l’altra sera..)
palle?
whats palle?
nevermind the bollocks
ghost dog
ps:recarmi alle urne senza dimenticare che nel novembre di 26 anni fa…
Giorgio Gaber
scriveva
Io se fossi Dio
Io se fossi Dio…
e io potrei anche esserlo,
sennò non vedo chi!
Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,
non sarei mica un dilettante,
Sarei sempre presente!
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o meglio ancora a criticare
appunto cosa fa la gente.
Per esempio il piccolo borghese
com’è noioso,
non commette mai peccati grossi,
non è mai intensamente peccaminoso.
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
lui pensa che l’errore piccolino non lo conti o non lo veda.
Per questo
io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio
rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli…
Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.
Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero
e molto distaccato
come dovreste essere Voi!
Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare,
avrei fatto un uomo migliore.
Si vabbè lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!
Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio,
e sull’amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po’ meglio.
Infatti non è mica normale
che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c’ha tanto amore di riserva
che neanche se lo sogna,
che viene da dire:
“Ma dopo come fa a essere così carogna?”
Io se fossi Dio,
non sarei ridotto come Voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante.
Purtroppo l’occasione
di morire simpaticamente
non capita sempre,
e anche l’avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.
Io se fossi Dio,
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli Inglesi
come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l’Asia
e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza
come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri,
gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli…
Finora abbiamo scherzato!
Ma va a finire che uno
prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio tira fuori
tutto quello che gli sembra giusto.
E a te ragazza
che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese
è solo un po’ coglione,
che quel uomo è proprio un delinquente,
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia!
Io come Dio inventato,
come Dio fittizio,
prendo coraggio
e sparo il mio giudizio e dico:
“Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!”.
Così per i giornali diventa
un bravo padre di famiglia.
Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti
e specialmente tutti,
che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete,
avete ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento:
cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti.
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano.
Sì vabbè lo ammetto
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia,
ma io se fossi Dio,
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!
Ma io non sono ancora
del regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli…
Io se fossi Dio,
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le “balle”,
perché la politica è schifosa
e fa male alla pelle.
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo,
e tutti quelli che fanno questo gioco,
c’hanno certe facce
che a vederle fanno schifo,
che sian untuosi democristiani
o grigi compagni del P.C.
Son nati proprio brutti
o perlomeno tutti finiscono così.
Io se fossi Dio,
dall’alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione!
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole
anche quando non sembra o non lo vuole.
Compagno radicale,
la parola compagno non so chi te l’ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata,
compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po’ a casaccio
e dall’altra si riempiono le galere
di gente che non centra un cazzo!
Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili
e di idiozia che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov’è che i cani devono pisciare!
Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,
compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro,
compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l’anno del garofano rosso e dei soli nascenti,
fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli…
Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe
per il Giudizio universale.
Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale?
Perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti,
i giovani drogati e per le bombe?
Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia.
Io come Dio, non è che non ne ho voglia,
io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,
ma come uomo come sono e fui
ho parlato di noi, comuni mortali,
quegli altri non li capisco,
mi spavento, non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere,
di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l’immagine del grande smarrimento.
Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!
Ecco la differenza che c’è tra noi e gli innominabili:
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento,
ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c’è solo lo sgomento.
Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politicanti
sarei severo come all’inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politico qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l’unico statista.
Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent’anni di cancrena italiana.
Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!
Ma in fondo tutto questo è stupido
perché logicamente
io se fossi Dio,
la Terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi
in questo scontro quotidiano.
Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta
e neanche di perdono
perché la lontananza è l’unica vendetta
è l’unico perdono!
E allora
va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io… Riferimenti: ..e i pesci vennero A gAllA(Amici)
7 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: rinascita, scenari
 ..lo senti nell’aria, è strana l’aria da queste parti prima della Pasqua o di San Giuseppe, il profumo ti riempie le narici, sei così eccitato che non riesci a dormire, sono le notti di primavera in cui senti una fiamma nel cuore e anche candy candy (quella in carne ed ossa)può darti sensazioni ormai sopite
il tuo disincanto misto a cinismo(tanto osannato, metabolizzato sempre pronto ad essere rispolverato)di questi ultimi periodi lascia spazio a questa esplosione di sentimenti di rinascita che ti fanno volare nel tempo, nei ricordi di quando ancora alle elementari passavi dalla pasticceria V. di via EH per comprare i cannoli di ricotta solo perchè da quella parti abitava Monica e sognavi di incontrarla lì tra la glassa delle paste alle mandorle e la frutta martorana solo dante avrebbe potuto capirmi dante alighieri naturalmente;
oppure quando alle medie venne a chiamarmi Rosanna
-dlin, dlon – scendi un attimo ti debbo dire una cosa importantissimissima -sceso sono – Giusy ha detto che vorrebbe consocerti!
Giusy la ragazza più bella della scuola. Minchia. Manco avessi vinto ai mondiali; quante notti insonni per Giusy ero innamoratissimissimo, lo stereo, le musiche di allora da “words” a “like chopin” , le dediche&richieste alla radio, ricordi cazzo anzi minchia la pasqua vissuta in oratorio a scherzare e giocare a ping pong, mi emoziono se penso a quei tempi a quando non avevamo i cellulari né internet e andavamo coi ramoscelli d’ulivo pitturati d’argento nelle case del quartiere a raccogliere le offerte per la chiesa e anche per comprarci le caramelle, il gelato e le ciccio polenta o quando nascondevamo i giornalini proibiti tra le statue dei santi che sarebbero usciti il venerdì in processione.
ricordo ancora quando li scoprì Padre A.(il sacerdote)e ci inseguì nervoso per le scale del quartiere e arrabbiatissimo per non dire incazzato ci tolse le chiavi del locale sotto la chiesa e quindi niente ping pong e biliardino.
Poi ora che ci penso in quelle stesse scale a distanza di anni ci stavamo lasciando con love#1 eravamo insieme da poco, cazzo anzi minchia oggi mi domando perchè mai non ci lasciammo? Ricordo c’era il festival di Sanremo e noi ogni anno entravamo in crisi, tanti anni passati insieme e tante liti durante il festival della canzone italiana..
che poi io mica me lo spiego il perchè, pero ricordo una volta che dopo l’esibizione degli Smiths al festival in veste di gruppo ospite, la chiamai e ridemmo ridemmo tanto quella sera e la settimana dopo facemmo allamore per fare pace, minchia ricordo eravamo piccoli.
La pasqua in Sicilia non si puo spiegare se non la vivi; non c’era Pasqua senza le scarpe nuove, minchia ti vestivi elegante il giorno di Pasqua io un po più chesciual, è bellissima la parola chesciual, minchia è tipo ciuingam sa tanto di primi anni 80.
Poi gli anni passano e con il tempo te ne fotti e anche se ti fai il precetto te ne fotti lo stesso e rimane solo quel pranzo del sabato che non si può descrivere se non lo vivi, cerco sempre di rientrare quel giorno offenderei tutta la famiglia se mancassi a questa tradizione, l’unica rimasta rispetto ad altre parti della Sicilia dove invece c’è fermento per una settimana.
Ricordo che accanto a casa nostra c’era il panificio. Ecco se abiti vicino ad un panificio sei fottuto, dici minchia tutti i giorni perchè la gente aumenta fino al sabato santo quando non puoi più uscire di casa ma questo è difficile da spiegare se non sei siciliano.
Ancora oggi in quei gg. le donne fanno sacrifici enormi perchè tutto vada bene .Ci sono incontri e piani di attacco per come sorprendere gli uomini di casa per l’ennesimo anno, guai a fallire è l’ordine imperativo. Così ci si vede giorni prima, si preparano gli arnesi, si accende il fuoco, si arde il forno e flotte di donne iniziano a impastare, arriminiare e a creare
si cucina si parla e si sparla, c’è pure chi canta, sorrisi e gioia che è difficile descrivere se non vivi da queste parti, il fuoco è sempre acceso escono le impanate, i pastieri, i viscotta di casa, l’uceddu cull?uovu, paste dolci di proporzioni diverse e con forme diverse da bambola a uccello appunto, nelle quali forme ci sono delle uova sode giallorosso e poi i picureddi sdraiate su un fianco sopra un prato verde disseminato di confettini multicolori, con una banderuola rossa infilzata sul dorso perchè tutto sia pronto per sabato.
Minchia non puoi credere ai tuoi occhi a Pasqua in Sicilia sembra essere tornati a 2000 e cocci anni fa bisogna esserci per capire questa esplosione di festa e lutto insieme, di luce e buio, di sacro e profano già ad iniziare nel suo dare il benvenuto alla primavera con fiamme che bruciano il cielo, azzurro arancio blu nero, fuochi..fuoco cammina con me
“A chi, anche oggi, percorre le strade siciliane della vigilia di San Giuseppe o di una delle tante feste che caratterizzano e scandiscono il calendario rituale dell’isola, capita molto spesso di vedere ipaesi, borghi, fattorie, illuminarsi di una luce vivida e rossastra. Sono gli antichissimi riti del fuoco rivolti a divinità arcaiche che rivivono in onore di santi, patroni e madonne. Accendere falò, saltare tra le fiamme, bruciare fantocci, raccogliere le braci ardenti, percorrere le strade disegnando nel buio con le torce accese segni senza tempo: non si tratta di pure sopravvivenze, ma del perenne ripetersi di atti e gesti millenari con i quali la memoria collettiva dell’umanità esprime l’insopprimibile bisogno di rapportarsi al divino”
ignazio e. buttitta “le fiamme dei santi”
..pane per San Giuseppe, cibo per poveri, cene, fuga in egitto, fuga e basta, cavalli bardati di fiori rubati nei giardini di ricchi, straule di buoi e pani scultura, devozione, follia, gioia, vino e ancora vino divino, gioia, fioco chiarore dei lumi, tramonti da paura, valli e paesi sperduti, croci di legno e croci di ferro, Cristi schiodati e Cristi risorti, piedi scalzi, sangue e sudore, ti commuove la devozione, ti senti romantico in quelli notti dove ammiri Enna passando per Caltanissetta dove rimani incantato dalla luna piena e dalla nebbia che sembra essere messa apposta come elemento scenografico da non so chi, folklore, colore, rosso martirio, nero lutto di “Settimane Sante” dove tutto accade secondo un copione e in una commistio di elementi pagani ed elementi liturgici ufficiali
il bene trionfa sul male ; l’angelo sconfigge il diavolo; e la morte è sconfitta dalla vita
il suono della banda che esegue marce funebri de profundis in tutte le salse, jone in mille versioni, da mozart chopin, minchia è un set naturale, è la mia terra, è la mia gente, che si mette il cappuccio, che si inginocchia, che prega e che fotte, che ride e deride, che corre scalza e fa ballare i santi, rigattiate di santi balli di diavoli, suoni di feste, canti e riti antichi, abiti spagnoli e arberesche, vare e varette, cristi in croce e risorti, vasa vasa e gioia, lo gira, lo buttano a destra e poi a sinistra, lo portano a bere, gli danno da mangiare la salsiccia, sono schietti a terrasini, diavoli a prizzi, hanno enormi palme a gangi, li fasci a pietraperzia e a 3 km magica follia di u truonu di una città che si scorda dei morti e che (po**ca pu**ana)mette in atto quel silenzio che vorresti ogni tanto fosse rotto da urla di rabbia e non solo di festa, ma a Pasqua il silenzio è il rispetto verso il totem Axis Mundi di origini antichissime per mani di sapienti aritignai ecc.ecc.
ma degli agnelli non si parla anzi è meglio mangiarli e dimenticarli, agnelli come angeli che cambiano nome in base a dove sei
agnello al forno nell’entroterra o turciniuna nel sud est, l’agnello sacrificale è l’agnello di Dio che puoi capire solo se vedi l’angelo sterminatore di luis bunuel anche perchè io mica capisco tutto per fortuna.
Trovi agnelli cuciti pure sui stendardi bardati a lutto delle confraternite che ti fanno paura fino a quando non li conosci e dopo averli conosciuti o ti fanno più paura o ti poni la domanda ma che minchia di senso ha oggi? Poi capisci che ha un senso, perchè quì tutto ha un senso e che magari a volte non si capisce perchè non si vuole capire, come i giudei a San Fratello in un paese dei nebrodi che con vesti arabescate e maschere dai colori vivaci danno vita lungo le strade del centro a insoliti spettacoli di danza accompagnati dal suono delle trombe
è stata la mia Pasqua lo scorso anno con Rosalia e la sua dolcissima e umile famiglia, i gallo italici (o gran lombardi li avrebbe chiamati Vittorini) allegri e ospitali esponenti di cultura locale come il prof.M , forestieri di grande sensibilità artistica come il fotografo amico calabropiemontese Sandro alla ricerca della sua storia siciliana, l’inaspettato divertimento di una troupe televisiva israeliana catapultata in quell’angolo remoto di Sicilia per cercare di capire cose apparentemente senza un senso come un nome dato ad una festa e in questo fluire di ricordi, in questo viaggio giunto ormai al termine della notte metto Mezzojuso il mio primo viaggio con macchina da presa, che mi fa pensare a mille volti cari, a family life dei blue nile, a s.m.g. e alle mie lacrime…perchè da lì tutto ebbe inizio.
U tempu longu (Il tempo lungo)
A sittant’anni e doppu
mentri cala u sipariu
e accurza a vista,
l’omu leggi 2 Nuvembri
nto calannariu di l’occhi.
Ma stamatina,
senza grazia accanzata,
io leggiu Pasqua e risurrezioni;
e viu davanti a mia
u tempu longu,
i strati aperti,
u celu nettu
e senza trona chi scàttanu.
E diri ca c’è a guerra,
a caristia,
e populi pronti a scannarisi.
E diri c’haiu a carni scurciata,
i pedi spinati,
e u cori
chi si jinchi e svacanta ogni ghiornu;
e c’haiu vogghia d’erba
e di pani càudu
e di vucchi e d’occhi chi vàgnanu
e scippanu i siccumi du cori.
D’unni veni sta luci
ca m’illumina l’occhi
e mi fa vìdiri u lustru nto scuru,
u celu nte funnali
e a gioia lùciri nte lacrimi?
Cu sfardò i negghi
ca chiòvinu sangu
e mi fa vìdiri u munnu rinasciri,
a terra allungarisi,
e u celu gràpirisi
e tràsiri nta àutri celi?
Cu mi fa vìdiri
i muntagni vivi,
l’arbuli additta
e u suli ca i vesti
e u ventu c’arrimina e ci parra?
Non è a puisia;
a puisia adduma e s’astuta,
affunna nterra e mori,
acchiana ncelu e cadi:
havi l’ali di pagghia.
Zocch’è e pirchì,
guardu a campagna e ciurisci cu mia,
guardu u mari e mi pari u me lettu,
guardu u celu e ci trasu cu cori?
Zocch’è e pirchì
io sugnu sulu
e viu genti e banneri
e òmini d’ogni lingua
e mi sentu carni ncurpurata
e ciumi nte ciumira?
Zocch’è e pirchì
mi sentu natura
chi mori e rinasci
ed haiu i carni tènniri?…
Stamatina addivintavu omu.
**************************************
A settant’anni e dopo
mentre cala il sipario
e la vista si accorcia,
l’uomo legge 2 Novembre
nel calendario degli occhi.
Ma stamattina,
senza grazia guadagnata,
io leggo Pasqua e resurrezione;
e vedo davanti a me
il tempo lungo,
le strade aperte,
il cielo pulito
e senza tuoni che scoppiano.
E dire che c’è la guerra,
la carestia,
e popoli pronti a scannarsi.
E dire che ho la carne scorticata,
i piedi con le spine
e il cuore
che si riempie e si svuota ogni giorno;
e che ho voglia d’erba
e di pane caldo
e di bocche e di occhi che bagnano
e strappano le radici secche dal cuore.
Da dove viene questa luce
che m’illumina gli occhi
e mi fa vedere più chiaro nello scuro,
il cielo nei fondali
e la gioia splendere nelle lacrime?
Chi squarciò le nuvole
che piovono sangue
e mi fa vedere il mondo rinascere,
la terra che si allunga,
e il cielo aprirsi
per entrare in altri cieli?
Chi mi fa vedere
le montagne vive,
gli alberi in piedi
e il sole che li veste
e il vento che li muove e ci parla?
Non è la poesia;
la poesia si accende e si spegne,
affonda in terra e muore,
si alza in cielo e cade:
ha le ali di paglia.
Cos’è e perchè,
guardo la campagna e fiorisce con me,
guardo il mare e mi pare il mio letto,
guardo il cielo e ci entro col cuore?
Cos’è e perchè
io sono solo
e vedo gente e bandiere
e uomini d’ogni lingua
e mi sento carne incorporata
e fiume dentro i fiumi?
Cos’è e perchè
mi sento natura
che muore e rinasce
e ho le carni tenere?…
Stamattina sono diventato uomo.
Ignazio Buttitta
ps:Pasqua a parte.
lights camera action
un ciak per l’ang(n)el(l)o R.Livatino
tornerò presto
Ghost Dog felice come una PASQUA
Riferimenti: beddu nostru signuri
7 Commenti »
sottotitolo :agosto 35-febbraio 92 /settembre 35-febbraio 03 :
Leggi questo articolo »
6 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: italia, vucciria
 torno in una città che non mi è mai appartenuta e ne scopro angoli diversi, angoli tenuti lontani da siculoborghesi abituati a frequentare post it/post in. Un’altra città parallela, una città underground.
E’ un odissea alla ricerca di radici nelle viscere di questa terra che non finisce mai di stupirmi e di regalarmi forti emozioni sempre.
Istantanee di paesaggi suburbani e di dettagli come questo limbo/quartiere/città che è un’altra città e che non puoi capire se non la vivi dentro.Il tempo e l’uomo hanno cambiato i luoghi di questa casbah e anche se non più come prima ti affascina come un tempo.Qui fai incontri di giorno come di notte, cambi traiettorie più volte e ti lasci trasportare da questo flusso da questo turbinio di colori che dal rosso diventa nero passando per il rosa.
Qui senti il profumo della carne, la vedi, le sue interiora diventano mercanzia pregiata, carne rossa, vino rosso, rosso rosso bianco è il mattino cado dentro un fosso orgia alimentare culturale, fumi pro-fumi densi che raggiungono il cielo di questo blade runner siciliano.
Lo spacciano per turismo,turismo da terzo millennio turismo da terzo mondo, turismo antropologico.
Incontri carne arrosto e carne viva, Sellerio e Scianna, Cuticchio e Bonazzinga, Alfio Antico e Etta Scollo, Gino e Tony, incontri silenzio surreale e frastuono infernale, fuoco e acqua, fiamme e ghiaccio, musiche etniche di tribù siciliane e teatro di frontiera. Trovi calore nella voce di Scaldati lui che proviene da Montelepre città di Salvaotore Giuliano ma qui trova le sue radici tra questi vicoli tra questi palazzi distrutti da chissà quale fuoco nemico, lui attore tra gli attori, poeta tra i poeti, pazzo tra i pazzi, rinchiuso nel suo pozzo lo trovi qui insospettabile fragile come sempre. Così come la voce drammatica di Etta che commuove tutti nel ricordo di Rosa. Una Rosa che mi porto nel cuore lungo i bordi di questa terra di confine, un legame forte verso questa siciliana vera, questo dramma, questa donna sanguigna,questo film senza volto, in questo spazio surreale dove si urla e si mangia come avrebbe urlato lei nel suo quartiere della marina, “u purpu vugghiutu”* o “u pani ca meusa”**. Qui non ci sono più polli e le spezie sono state rinchiuse in fredde bustine blisterate, ma resistono i rain dogs, ovunque rain dogs che condividono con gli uomini ogni spazio di questo non spazio, qui tra le macerie non guasterebbe neppure la presenza di tom waits che con la sua voce al catrame potrebbe asfaltare alcune strade e allietare le notti di luna piena.
La notte è tender tra questi rottami di cemento, non mette paura nulla in questo centro storico(che non è centro, nè storico)dove manca la gravità e sei sospeso tra atelièr di artisti/pescivendolo e poeti/ macellai.
Qualcuno controlla dall’alto ma non è Dio, quì Dio c’è e non c’è,qui Dio assume sembianze diverse, di giorno lo vedi dentro le botteghe oppure aggirarsi nei palazzi settecenteschi, di notte al buio diventa più difficile si trasforma in Bacco attenuando la sofferenza di questa gente che trova conforto nella propria parrocchia/taverna come un’accolita di rancorosi che sogna il riscatto attraverso un pallone(altro Dio che non risiede solo qui) e chiede protezione materiale e spirituale ; dove lo stato non c’è ma c’è il rosario che è carne e spirito allo stesso tempo e lo canta pure Vinicio con il suo inno di gioia alla reincarnazione dell’uomo, dell’uomo vivo che è GIO-GIO-Gioia per questi cittadini di serie B dimenticati dalle istituzioni e dalla maggior parte della città che sogna di entrare in ciempions lig e che non può permettersi il lusso di pensare a questi senza patria. Ma come direbbe qualsiasi mister che si rispetti “è ancora troppo presto per parlare di ciampions e bisogna pensare alla salvezza ” delle anime e di questa terra che rischia sempre più di sprofondare.
Frammenti di fine febbraio, mese breve e intenso che non riesco a capirne il senso.
Febbraio pieno di ricordi di rivoluzioni,di incontrollata felicità,ma anche di dolore, succede sempre qualcosa in febbraio, intanto una ventata d’ottimismo mi assale e vorrei fermarla, chiuderla dentra una scatolina e aprirla quando ne ho bisogno magari la mattina appena sveglio quando il primo pensiero è sempre triste, chissà perchè…
Intanto torniamo come tre somari e tre briganti sulla strada longalonga di girgenti ascoltando david sylvian che come al solito non c’entra niente ma sta benissimo ovunque anche in questo luogo ai confini del mediterraneo.
“Marialucia aveva una quartara di rame con dentro la rina di mare e una barretta di legno e riminava sempre caliava ceci e faceva la calia e si pagava cinque soldi la crozza,quando si doveva fare un battesimo si compravano i ceci e si faceva la calia.Se vi erano qualcuno borgisi che la passavano meglio di posezione allora possedevano,faceva mandorli e noci atterrate,quelle si sapeva ch’erano burgise e questa è la vita della mia giovineza fino alla mia età di 10 ai 12 anni..
Tante volte c’era un uomo che si chiama u ziu Angelo D’ardì che per raccontare racconti e romanzi era l’unico,poveraccio era povero e le piaceva il vino e le persone quando erano in compagnia e fare divertire un pò i figli allora mettevano u zu Angelo D’Ardi a raccontare romanzi,e facevano un fuocolari di luce.Tante volte per il fuoco durare più e scaldare la casa camiavano il nozolo delle olive al forno e quel fuoco durava tutta la notte e u zu Angelo per non asciugare la bocca quando finiva il vino diceva che con la bocca asciutta non poteva raccontare più ma quel romanzo o racconto lo faceva durare una notte intera fino che il vino finiva”.
Tommaso Bordonaro
“la spartenza”
Ingredienti e dosi per 4 persone *
1 polipo
Succo di limone
Prezzemolo
Olio d’oliva
Sale marino
Pepe nero macinato al momento
Ingredienti e dosi per 4 persone **
Pagnottella
Milza di maiale soffritta in sugna
Ricotta fresca (facoltativo)
Formaggio caciocavallo (facoltativo)
Alcune fettine di pomodoro fresco (facoltativo) Riferimenti: vucciria
6 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: love, porte
 un mio grande difetto è non riuscire a chiudere nessuna porta
lascio sempre una fessura
mi aiuta a vivere ma anche a morire,
posso tornare sempre e sperare che qualcosa cambi
ma muoio ogni volta che torno
sai, la gente è strana prima si odia e poi si ama
cambia idea improvvisamente,
prima la verità poi mentirà a noi
senza serietà,
come fosse niente
sai la gente è matta
forse troppo insoddisfatta
segue il mondo ciecamente
quando la moda cambia, lei pure cambia
continuamente e scioccamente.
mimì
dimenticavo..
mi riprendo the blower’s daughter , ti lascio well i wonder
! Riferimenti: PS:e l’ultimo chiuda la porta
1 Commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: brain, love

qualche volta non so cosa pensare del mondo
quando quel ragazzo brucia per strada con la benzina
e le fiamme non hanno pietà
e lo stesso quando hai veramente bisogno di qualcuno che ti parli.
non va mai come penseresti
ma tu puoi amare il tuo cervello
anche se ti fa fondere la testa
Riferimenti: flaming lips
3 Commenti »
 . Riferimenti: .
9 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: hive, mirco, pinguini, rosa
 10,100,1000 progetti in testa
ci metto un po di tempo prima di passare all’azione.
Quando sono pronto a lanciarmi scopro che qualcun’altro ha avuto la mia stessa idea nello stesso momento.
Surreale, mi sembra surreale a volte, che mi sento un po truman nel film a lui dedicato the truman show.
Esempio:scopri che nessuno ha mai scritto un libro sui pinguini rosa.Incredibile ma vero ma mai nessuno ci ha pensato.
E’stato scritto di tutto e di più ma sui pinguini rosa niente?
E siccome a te piace la storia dei pinguini rosa allora gli dedichi un po del tuo tempo, li studi, fai delle ricerche parli con Mirco dei Beehive
Finalmente hai la tua storia, adesso ti servono i soldi per farla conoscere al pubblico . E a chi ti rivolgi per avere i fondi? Naturalmente al palazzo X che elargisce fondi Y a destra e manca della comunità di Uranio!
Quando all’improvviso sei pronto per presentare il tuo bel progettino, esce dal cilindro magico tizio fratello di caio cugino di sempronio assessore ai beni sui mangimi dei pinguini, il quale ha presentato il tuo stesso progetto molto meno completo del tuo, ma la stessa identica idea con la sola differenza che chiede molti più soldi…
A questo punto che fai?Niente tanto il fondo è stato già elargito e il progetto approvato.
Scoraggiato?Nooooooooooooo.Ritento?Si, magari con il progetto sui cammelli verdi che vivono in Ucraina,sarò più fortunato. Ma arriva kabir beby mio amico di vecchia data (solo che lui essendo sandokan ha avuto sempre più possibilità e conoscenze di me)
il quale mi dice :”hey amico conosci qualcuno?”
-”Qualcuno?Certo kabir conosco tanta gente, rispondo!
-”No qualcuno di questi tipi che fanno parte del “consiglio per la tutela dei cammelli nella regione delle banane in Ucraina”che ti possono aiutare per il progetto?”
I nomi,guarda caso,sono gli stessi di prima tizio,caio e….putroppo sempronio non c’è ma in compenso c’è suo fratello.
*azzo sono fottuto/fregato, maledico il modo in cui sono fatto , il mio modo vigliacco di morire sano e salvo e la mia incapacità di diventare amico di tizio o di caio.
Almeno provarci,almeno una volta!No mai!Certo,duro e puro..e coglione aggiungo.
Si dice dalle mie parti “cu nasci tunnu nun po morri quatratu”(chi nasce rotondo non può morire quadrato)” solo che in questi casi avrei voluto essere meno rotondo ma non ci riesco, non ci riesco no non ci riesco.
Allergia da potere.
Epilogo:finalmente, ok il tuo progetto è interessante ma ci vuole questo documento, inoltre devi avere questo requisito e devi essere scritto ad una associazione oppure a quel circolo, infine farmi avere il tutto entro e non oltre…..Allora andate affareinc**o…
questo era solo x dire che comunque bisogna provare…sempre 
come il mio amico pingu che non si arrende mai
Riferimenti: terredipingu
2 Commenti »
 Preferisco non giudicare MAI
Preferisco una trattoria ad una palestra
Preferisco fare un programma alla radio che scrivere su un blog
Preferisco la birra all’aranciata e pure all’acqua tonica
Preferisco la spuma al chinotto
Preferisco lo speck al crudo
Preferisco essere né cane né pesce come arturo bandini che essere qualcuno come harry potter
Preferisco John Fante sempre
Preferisco il cono gelato (in bicchiere) alla torta gelato(sul piattino)
Preferisco Ray Gelato a Michael Bublè
Preferisco il rosmarino alla noce moscata
Preferisco la noce moscata alle noccioline americane
Preferisco Eugène Ionesco a Carlo Goldoni
Preferisco il tonno fresco al pesce spada
Preferisco il Tibet alla Cina
Preferisco il Giappone alla Cina
Preferisco Greenpeace al Giappone
Preferisco la tequila al sakè
Preferisco i Los Lobos in estate sul terrazzo di casa mia, ascoltando in sottofndo i grilli con il rumore delle onde del mare e bevendo cerveza corona
Preferssco il sushi alle tortillias
Preferisco David Sylvian ai Japan
Preferisco blemish a secrets of beehive
Preferisco Gorbaciov a Putin
Preferisco l’antropologia alla sociologia
Preferisco la canoa allo scooter d’acqua
Preferisco l’acqua frizzante alla naturale
Preferisco la frutta acerba a quella matura
Preferisco la Sardegna,l’Umbria e la Lucania
Preferisco l’Italia al resto del mondo e delle altre galassie da me visitate
Preferisco San Francesco a San Valentino
Preferisco Benigni sempre
Preferisco Marco Polo a Cristoforo Colombo
Preferisco seta ad oceano mare…anche se “il mare guarisce”,ma non ti farà “morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai”
Preferisco Gilles Villeneuve a Michael Schumacher
Preferisco chiunque a Michael Schumacher
Preferisco più leggere che scrivere(e si vede)
Preferisco scrivere minchiate
Preferisco Eureka street a Il dolore di Manfred
Preferisco l’Algeria al Lussemburgo
Preferisco il cous cous di pesce a quello di carne
Preferisco il tramonto all’alba,(ho visto piu tramonti che albe)
Preferisco Tarantino a Rodriguez
Preferisco molti registi a Tarantino
Preferisco Hillary Clinton & Monica Lewinsky(insieme)a Bill Clinton
Preferisco la briscola in 5 allo scopone scientifico
Preferisco Catania a Las Vegas
Preferisco Tricarico a Povia
Preferisco il kiwi al mango
Preferisco il Flamenco al Valzer
Preferisco la vecchia lira all’euro
Preferisco gli ultrà alla pay tv
Preferisco le passioni ai soldi (anche se senza soldi non si canta messa)
Preferisco più messe senza soldi che messe con i soldi
Preferisco i mandarini alle arance
Preferisco le cravatte regimental a quelle a tinta unita
Preferisco non mettere mai cravatte
Preferisco una minoranza di persone ad una maggioranza
Preferisco life’s rich pageant a tutta la discografia rem
Preferisco le t-shirt come regalo
Preferisco i nebrodi a cortina
Preferisco i Flaming Lips ai Pink Floyd
Preferisco le timberland alle paciotti
Preferisco il sole alla pioggia
Preferisco la spiaggia con la sabbia a quella con le pietruzze
Preferisco gli scogli alla spiaggia
Preferisco viaggiare
Preferisco i fari all’imbrunire
Preferisco Cristina Donà a Meg
Preferisco Beth Gibbons a Suzane Vega
Preferisco i Church ai Radio Birdman
Preferisco l’Australia a Singapore
Preferisco gli Stooges ai Byrds
Preferisco Astor Piazzolla ai Gotan Project
Preferisco Carlos Gardel ad Astor Piazzolla
Preferisco Dino Saluzzi a Carlos Gardel
Preferisco goldrake a mazinga z
Preferisco Osvaldo Soriano a Gianni Minà
Preferisco l’Argentina agli Stati Uniti d’America
Preferisco una donna con cellulite a una donna anoressica
Preferisco una ragazza senza trucco ad una con il trucco
Preferisco una vita senza trucchi
Preferisco il mago silvan a silvio berlusconi
Preferisco rai 3 alla tv accesa
Preferisco Rosa Balistreri a Patti Smith
Preferisco la gelatina di maiale alla polenta
Preferisco qualsiasi cosa alla polenta
Preferisco la Guinness alle altre birre
Preferisco Antonio Caprarica a tutti gli inviati rai
(Preferivo Nick Cave a Tom Waits)
Preferisco Tom Waits a Nick Cave
Preferisco l’estate all’inverno;l’autunno alla primavera
Preferisco l’ agriturismo all’hotel
Preferisco le case dei pescatori all’agriturismo
Preferisco le pietre rotonde a quelle aguzze
Preferisco le pietre rotolanti agli scarafaggi
Preferisco Silvio Soldini a Muccino
Preferisco i disastri di Daniil Charms a tutti i disastri possibile ed immaginabili
Preferisco il gatto ciliegia al grande freddo
Preferisco gli ann 80 ai 90
Preferisco il seno al sedere
Preferisco John Coltrane a Ornette Coleman
Preferisco Russ Meyer a Tinto Brass
Preferisco buscadero a rumore
Preferisco la Repubblica alla Gazzetta dello sport
Preferisco Montalbano a James Bond
Preferisco le triglie all’aragosta
Preferisco i fasolari alle ostriche(..solo perchè costano di meno)
Preferisco Fancois Truffaut a Jean Luc Godard
Preferisco Auckland a Parigi(anche se non sono mai stato ad Auckland)
Preferisco Reykjavik a Londra(anche se non sono mai stato a Reykjavik)
Preferisco Luis Bunuel a Pedro Almodòvar
Preferisco Antonio Albanese a Stanlio & Olio
Preferisco Pier Paolo Pasolini sempre
Preferisco Ian Curtis a Giulio Cesare
Preferisco i ravioli di ricotta con lo zucchero a quelli senza zucchero
Preferisco il cannolo di ricotta palermitano alle arancine messinesi
Preferisco(oggi) i f.lli Mancuso ai Jesus and the mary chain(anche se “just like honey” nel finale di lost in traslation è da brividi)
Preferisco il mare d’inverno alla montagna in estate
Preferisco il mare d’inverno di Ruggeri a quello di Loredana Bertè
Preferisco “sea song” di Robert Wyatt a “sapore di sale” di Gino Paoli
Preferisco Bob De Niro a Dustin Hoffman
Preferisco Gian Maria Volontè a Fabrizio Bentivoglio
Preferisco Chet Baker sempre
Preferisco Nightmare before Christmas alla Sirenetta
Preferisco Jonnhy Deep a Keanu Reeves
Preferisco Vincent Gallo a Johnny Deep
Preferisco Sean Penn a Vincent Gallo
Preferisco esser nato,che non esser mai nato
Preferisco Mystic River a Million Dollars Baby
Preferisco la pasta al dente
Preferisco Michael Moore a George Bush
Preferisco chiunque a George Bush
Preferisco avere 6 figli che non averne nessuno
Preferisco guadagnare 7000 euri al mese che 70
Preferisco essere nato nel 70 che nel 60
Preferisco la pallanuoto alla pallavolo
Preferisco Woody Allen a Freud
Preferisco il rugby al tennis
Preferisco Forrest gump a Spider man
Preferisco Madre Teresa di Calcutta a Rita Levi Montalcini o Lucrezia Lante della Rovere
Preferisco lo stretto senza ponte ad un ponte per lo stretto
Preferisco non reagire mai alle provocazioni
Preferisco più amare che voler bene
Preferisco lasciare aperta la porta del cuore
Preferisco la bassa velocità all’alta velocità
Preferisco il Passito di Pantelleria alla Malvasia di Lipari
Preferisco il lo-fi all’hi-fi
Preferisco le strade provinciali alle autostrade
Preferisco autostrade senza gallerie
Preferisco le coccole sempre
Preferisco il vinile agli mp3
Preferisco Salina ai Caraibi
Preferisco le more alla bionde
Preferisco i gelsi alle ciliegie
Preferisco il vino alla coca cola
Preferisco la pizza napoletana alle pizze del resto del mondo
Preferisco 2046 a 2001
Preferisco Kubrick a chiunque
Preferisco “c’era una volta in america” a tutti i film americani di tutti i tempi
Preferisco le contraddizioni sempre
Preferisco l’umiltà,il sorriso e la curiosità della gente
Preferisco C.A.Ciampi a Scalfaro.
Preferisco P.Ciampi a Rino Gaetano
Preferisco Totò de curtis a Totò Cuffaro
Preferisco fare la pipì nel giardino che farla nei bar dell’autogrill
Preferisco la Mangiatorella alla Evian
Preferisco gli Smiths sempre
Preferisco i paesi di provincia alle metropoli
Preferisco avere un kaos dentro di me per continuare a generare una stella danzante che non avere un kaos dentro di me e quindi non generare una stella danzante
Preferisco Jeeg robot a Daitan3
Preferisco la famiglia Mezil ai puffi
Preferisco Candy Candy ad Anna dai capelli rossi
Preferisco Kenny di South Park a Krusty il clown di Springfield
Preferisco Alice nel paese delle meraviglie a cappuccetto rosso
Preferisco Manuele Agnelli a Bono Vox
Preferisco chiunque a Bono Vox
Preferisco Edward Hopper a Van Gogh
Preferisco Enrico Grezzi a Felice Laudadio
Preferisco Achille Bonito Oliva a Vittorio Sgarbi
Preferisco Juliette Binoche a Maria Grazia Cucinotta
Preferisco Moni Ovadia sempre
Preferisco Brian di Nazareth a Passion
Preferisco dire goodbye anzichè addio
Preferisco Matera a Bruxelles(?)
Preferisco Egon Schiele sempre
Preferisco i Motorpsycho ai Led Zeppelin
Preferisco la nutella alla crema di cioccolato
Preferisco Picasso a Mirò
Preferisco Dalì a Modì
Preferisco Aubry a Tchaikovsky
Preferisco l’Iraq senza americani
Preferisco i tortellini in brodo a quelli con panna e prosciutto
Preferisco il treno, l’autobus, la moto, la macchina, l’autostop, la nave, la canoa, la barca a vela all’aereo
Preferisco l’irrazionalità alla razionalità
Preferisco Marco Paolini sempre
Preferisco gli occhi alle gambe,orecchie,bocca,naso e gola
“Preferisco sognare che masturbarmi con la realtà”-Ennio Flaiano
Preferisco la gente povera perchè come diceva Bukowski “Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare ”
Preferisco Bukowski a Cohelo
Preferisco Jeff Buckley a Tim Buckley
Preferisco l’Irlanda al Brasile
Preferisco fallire a non aver provato
Preferisco la settimana santa in Sicilia che il carnevale a Rio
Preferisco non avere più idee politiche
Preferisco Rocco Scotellaro a Dante Alighieri
Preferisco i capperi allo zafferana
Preferisco Oleg Blochin a Shevchenko
Preferisco Michel Platini a qualsiasi numero 10 della storia del pallone(Maradona escluso)
Preferisco Jim Jarmush sempre
Preferisco Beniamino Vignola ad Antonio Cassano
Preferisco Orgosolo a Porto Cervo
Preferisco Marettimo a Taormina
Preferisco Jacques Prevert sempre
Preferisco i pocket coffè ai mon cherie
Preferisco Nick Drake a Jim Morrison
Preferisco qualsiasi cosa a internet
Preferisco “i pazzi, quelli che sono pazzi di vita e tutti quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni traverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno “Ooohhh!” Jack Kerouac
Preferisco Jack Kerouac a Allen Ginsberg
Preferisco Walt Whitman a Jack Kerouac
Preferisco i Madredeus a Lisbon story
Preferisco pensare che agire purtroppo
Preferisco sperare ancora che la felicità di un popolo non si misuri col Pil
Preferisco la salsiccia affumicata a quella non affumicata
Preferisco Don Chisciotte sempre
Preferisco vivere sempre come se fosse l’ultimo giorno della mia vita..ma non lo faccio mai o quasi 
Preferisco fermarmi,rileggere e correggere altrimenti non mi fermo più
Riferimenti: don chiscotte tra follia e realtà
4 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: dialettu, lingua
 Un populu
mittitulu a catina
spugghiatulu
attuppatici a vucca,
è ancora libiru.
Livatici u travagghiu
u passaportu
a tavola unni mancia
u lettu unni dormi
è ancora riccu.
Un populu,
diventa poviru e servu
quannu ci arribbanu a lingua
addutata di patri
è persu pi sempri.
Diventa poviru e servu
quannu i paroli non figghianu paroli
e si manciunu tra d’iddi.
Minn’addugnu ora,
mentri accordu a chitarra du dialettu,
ca perdi na corda lu jornu.
Un popolo
mettetegli la catena
spogliatelo
tappategli la bocca
è ancora libero
toglietegli il lavoro
il passaporto
la tavola dove mangia
il letto dove dorme
è ancora ricco.
Un popolo,
diventa povero e servo
quando gli rubano la lingua
adottata dai padri
è perso per sempre
diventa povero e servo
quando le parole non partoriscono parole
e si mangiano fra loro
me ne accorgo ora,
mentre accordo la chitarra del dialetto,
che perde una corda al giorno
Riferimenti: Ignazio Buttitta
1 Commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: ancora, minuto
 corro?no!seduto, sono seduto a fissare il monitor la campagna il sole che va a morire ma devo correre mai arrivato a questo punto ..che punto? non lo so è tardi devo divertirmi stasera devo farlo assolutamente è capodanno mica il primomaggio si ok non puoi più temporeggiare o peggio scrivere su un blog cè gente che aspetta una tua risposta altri hanno capito che “non è cosa” e preferiscono non chiamarti che sentirsi dire…ah..si…veramente…sai…non…so ancora…ah bello…vediamo/vediamo…uhm interessante..si comunque ti farò sapere…no questa gente non si è fatta sentire o se lo ha fatto solo via sms.
Però M poteva insistere di più sulla cena a casa di mL con annesso dancing with tears in my eyes e con tanta gente che non vedo da una vita e tanti bei sorrisi di circostanza, F dal canto suo è dolce e anche la sua festa non è male..ognuno porta qualcosa e poi? dopo magnato? non mi sono informato, ma conosco solo lei e pochi altri, stessa cosa con G bella festa in villa vattelapesca fuori città compriamo delle cose poi dormi da me si si certo interessante soprattutto x il dopo(machisenefrega)oppure cena casalinga e poi in piazza con la ciurma di sempre o quello che resta di loro fuggiti dalla città o intrappolati dolcemente dai bebè certo si si oppure nel club “in” della città anche solo x dancing with tears in my eyes con il dj X del momento a soli tot euri..che bello che bello c’è solo l’imbarazzo della scelta,ma non è il solito capodanno, non è il solito capodanno, c’è sempre stato un cuore caldo accanto, adesso solo gambe aperte e tristi chantillion , nel frattempo sei cresciuto e col tempo tutto svanisce tutto si perde, ca**ate solo ca**ate come quelle che sto scrivendo in questo momento per far passare ancora il tempo e ritardare la decisione di dover scegliere..mentre all’improvviso in tutto questo pieno kaos capodannesco rispunta lei(love#1) persa nei meandri della memoria ritornata da un passato nebuloso e oscuro che ti invita da N e E per cena
“mi farebbe piacere”..senti ti chiamo dopo per pensarci un attimo
la chiamo si si la chiamo e dopo 79 minuti al tel. penso che debbo iniziare a dare le prime risposte di un capodanno in cui devi uscire per non farti prendere dal panico di non dover fare nulla
E anche se poi sostanzialmente menefotto in realtà ancora non menefotto e se continuo a farmi le domande e a darmi delle risposte forse c’è qualcosa che ancora in me non va ma meglio riderci su e scegliere
ci sono tante strade da prendere ma il mio unico pensiero è che non ho pensieri..ok deciso!!!Passeggiata in auto con N in località dove tutti per antonomasia si divertono e si divertono anche stando in giro vedendo gli altri divertirisi e sperando nell’imprevedibile e poi magari fare un salto dove c’è il dj Y cantante del gruppo Z.
epilogo
2005:un mio amico , un minuto prima che scoccasse la mezzanotte l’anno scorso mi mandò un sms in cui c’era scritto:”ancora un minuto e anche per quest’anno le feste ce le siamo tolte dai coglioni”.
buon anno
Riferimenti: uomo che dorme al cinema
1 Commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: copia, incolla
 L?uomo che non credeva nell?amore
Voglio raccontarvi una storia molto antica su un uomo che non credeva nell?amore.
Si trattava di un uomo comune, proprio come voi e me, ma ciò che lo rendeva speciale era il suo modo di pensare: era convinto che L?AMORE NON ESISTESSE.
Naturalmente l?aveva cercato a lungo, aveva osservato le persone intorno a sé, trascorrendo gran parte della vita in cerca d?amore, solo per scoprire che l?amore non esisteva(sono io)
Dovunque andasse, diceva a tutti che l?amore è soltanto un?invenzione dei poeti e delle religioni, usata per manipolare la debole mente umana, per controllare le persone. Diceva che l?amore non è reale, e per questo è impossibile trovarlo quando lo si cerca.
Era un uomo molto intelligente e riusciva ad essere convincente. Lesse una quantità di libri, frequentò le migliori università e diventò un rinomato studioso. Poteva parlare ovunque, davanti a qualunque pubblico, e la sua logica era inoppugnabile(non sono io).
Diceva che l?amore è come una droga: ti fa sentire bene, ma crea una dipendenza.
E cosa succede se una persona diventa dipendente dall?amore, e poi non riceve la sua dose quotidiana? Quell?uomo diceva che la maggior parte dei rapporti d?amore è come il rapporto che c?è tra un tossicodipendente e il suo spacciatore.(non sono io)
Quello dei due che ha il bisogno maggiore è il drogato, e l?altro assume il ruolo dello spacciatore. Quest?ultimo è quello che controlla il rapporto.
È una dinamica facilmente osservabile, perché in ogni relazione di solito c?è uno che ama di più e un altro che si limita a ricevere, ad approfittare di chi gli ha donato il suo cuore. È facile vedere come si manipolano a vicenda, tramite le loro azioni e reazioni, proprio come un drogato e uno spacciatore.
Il tossicodipendente, quello che ha il bisogno maggiore, vive con il timore costante di non ricevere la prossima dose d?amore.
Pensa: ?Cosa farò se mi lascia??. E tale paura lo rende possessivo. Diventa geloso ed esigente. Lo spacciatore comunque può sempre manipolarlo, dandogli dosi maggiori o minori, oppure negandogliele del tutto. La persona con il bisogno maggiore si arrende ed accetta di fare qualunque cosa pur di non essere abbandonata.
L?uomo della nostra storia continuava a spiegare a tutti perché l?amore non esiste. (sono io..adesso)
?Ciò che gli uomini chiamano amore è solo una relazione basata sul controllo e sulla paura. Dov?è il rispetto? Dov?è l?amore che dichiariamo di provare? Non esiste.?
Le giovani coppie, davanti a un simulacro di Dio, e davanti alle loro famiglie e agli amici, si scambiano una quantità di promesse: di vivere insieme per sempre, di amarsi e rispettarsi l?un l?altro, di restare uniti nella salute e nella malattia. Promettono di amare e onorare l?altro? promesse e ancora promesse.
La cosa stupefacente è che credono davvero in ciò che promettono.
Ma dopo il matrimonio, dopo una settimana, un mese o alcuni mesi, le promesse vengono infrante una dopo l?altra.
Scoppia una guerra di potere, di manipolazione, per stabilire chi è il drogato e chi lo spacciatore. Pochi mesi dopo le nozze, il rispetto che avevano giurato di mantenere l?uno per l?altra è scomparso. Resta il risentimento, il veleno, il modo in cui si fanno male a vicenda, finché ad un certo punto, senza che se ne rendano conto, l?amore finisce.
I due restano insieme perché hanno paura di restare soli, temono i giudizi degli altri e anche i propri. Ma dov?è l?amore?
Quell?uomo sosteneva di conoscere molte coppie anziane che avevano vissuto insieme per trenta o quarant?anni, e ne erano molto fiere.
Ma quando parlavano del loro rapporto dicevano: ?Siamo sopravvissuti al matrimonio?. Ciò significava che uno dei due a un certo punto si era arreso all?altro. La persona con la volontà più forte aveva vinto la guerra. Ma dov?era la fiamma che chiamavano amore? Si trattavano come una proprietà, l?uno dell?altro. ?Lui è mio?. ?Lei è mia?.
L?uomo spiegava senza fine tutte le ragioni per cui non credeva nell?esistenza dell?amore, e diceva: ?Io ho già vissuto situazioni del genere e non permetterò più a nessuno di manipolare la mia mente, di controllare la mia vita in nome dell?amore?(sono io…)
Le sue argomentazioni erano logiche e convincevano molte persone.(sono io,ma non convinco a nessuno x fortuna)
L?AMORE NON ESISTE.
Poi un giorno, mentre quell?uomo camminava in un parco, vide una bella donna in lacrime seduta su una panchina. Si incuriosì e avvicinatosi le chiese se poteva aiutarla. Potete immaginare la sua sorpresa quando lei rispose che piangeva perché aveva scoperto che l?amore non esiste.
L?uomo disse: ?Stupefacente. Una donna che non crede nell?esistenza dell?amore?.
Naturalmente volle subito sapere qualcosa di più.
?Perché dici che l?amore non esiste?? chiese.
?E? una lunga storia? rispose lei. ?Mi sono sposata molto giovane, piena di amore e di illusioni. Credevo che avrei condiviso tutta la vita con mio marito. Ci giurammo reciprocamente fedeltà e rispetto e creammo una famiglia. Ma presto tutto cambiò. Io ero la moglie devota che si occupava della casa e dei bambini. Mio marito continuò a seguire la sua carriera. Il suo successo e la sua immagine esteriore per lui erano più importanti della famiglia. Smise di rispettarmi e io smisi di rispettare lui. Ci facemmo del male a vicenda e un giorno scoprii che non lo amavo più e che neppure lui mi amava. Ma i bambini avevano bisogno di un padre e quella fu la scusa che adottai per non lasciarlo, facendo anzi di tutto per sostenerlo.
Ora i bambini sono diventati adulti e se ne sono andati. Non ho più scuse per restare con lui. Tra noi non c?è rispetto né gentilezza. So anche che se trovassi un altro sarebbe la stessa cosa, perché l?amore non esiste. Non ha senso cercare ciò che non esiste e per questo piango?.
L?uomo la comprendeva benissimo. L?abbracciò e disse: ?Hai ragione, l?amore non esiste. Lo cerchiamo, apriamo il nostro cuore, ci rendiamo vulnerabili e troviamo solo egoismo. Questo ci fa del male anche quando pensiamo di esserne usciti indenni. Non importa quante volte ci proviamo, accade sempre la stessa cosa. Perché allora continuare a cercare l?amore??.
Erano così simili che diventarono grandi amici.
Il loro era un rapporto meraviglioso. Si rispettavano e nessuno dei due cercava di prevalere sull?altro. Ogni passo che facevano assieme li rendeva felici. Tra loro non c?era invidia né gelosia, non c?era controllo né possesso.
La relazione continuava a crescere. Amavano stare insieme, perché si divertivano molto. Quando erano soli ciascuno sentiva la mancanza dell?altro.
Un giorno, mentre l?uomo era fuori città, gli venne un?idea assurda.
?Forse ciò che sento per lei è amore?, pensò.
?Ma è così diverso da ciò che ho provato in passato. Non è ciò che dicono i poeti, o la religione, perché io non mi sento responsabile per lei. Non le chiedo nulla e non ho bisogno che si occupi di me. Non sento la necessità di incolparla dei miei problemi. Insieme stiamo bene e ci divertiamo. Io rispetto il suo modo di pensare e lei non mi mette mai in imbarazzo. Non mi sento geloso quando è con altri e non invidio i suoi successi. Forse l?amore esiste davvero, alla fine, ma non è ciò che tutti credono che sia?.
Non vedeva l?ora di tornare a casa e parlare con la donna, per raccontarle dei suoi strani pensieri. Appena cominciarono a parlare, lei disse: ?So esattamente a cosa ti riferisci. Forse dopotutto l?amore esiste, ma non è ciò che pensavamo che fosse?.
I due decisero di diventare amanti e di vivere insieme, e sorprendentemente le cose tra loro non cambiarono. Continuavano a rispettarsi e a sostenersi e l?amore cresceva sempre di più.
Anche le cose più semplici li facevano gioire, perché si amavano ed erano felici. Il cuore dell?uomo era così pieno d?amore che una notte accadde un grande miracolo. Era intento a guardare le stelle e ne vide una bellissima. Il suo amore era così forte che la stella scese dal cielo e finì nelle sue mani. Quindi accadde un altro miracolo e la sua anima si fuse con la stella.
La sua felicità era intensa, e andò subito dalla donna per mettere la stella nelle sue mani. Non appena lo fece, lei ebbe un momento di dubbio: quell?amore era troppo forte. Non appena quel pensiero le attraversò la mente, la stella le cadde di mano e si ruppe in un milione di pezzi.
Ora c?è un vecchio che gira per il mondo giurando che l?amore non esiste.
E in una casa c?è una donna anziana che aspetta un uomo, versando lacrime amare per il paradiso che aveva tenuto tra le mani, perdendolo in un momento di dubbio.
Questa è la storia dell?uomo che non credeva nell?amore.
Di chi fu l?errore? Cosa non funzionò?
Fu l?uomo a sbagliare, pensando di poter dare alla donna la sua felicità. La sua felicità era la stella e l?errore fu quello di mettere la stella nelle mani della donna. La felicità non viene mai dal di fuori.
L?uomo era felice per tutto l?amore che proveniva da se stesso. La donna era felice per tutto l?amore che proveniva da lei.
Ma appena lui la rese responsabile della propria felicità, lei ruppe la stella, perché non poteva farsi carico della felicità di un altro essere.
Indipendentemente da quanto lo amasse, non avrebbe potuto renderlo felice, perché non poteva sapere ciò che lui aveva in mente, non poteva conoscere le sue aspettative, i suoi sogni.
Se prendete la vostra felicità e la mettete nelle mani di un?altra persona, prima o poi quella persona la distruggerà.
Se la felicità invece vive dentro di voi, siete voi ad esserne responsabili.
Non possiamo rendere nessuno responsabile della nostra felicità, ma quando andiamo in chiesa e ci sposiamo, la prima cosa che facciamo è quella di scambiarci gli anelli. Mettiamo la nostra stella nelle mani dell?altro, sperando che ci renda felici e che noi renderemo felici lui, o lei.
Ma indipendentemente da quanto amate un?altra persona, non sarete mai ciò che quella persona vuole che siate. Questo è l?errore che quasi tutti facciamo fin dall?inizio. Basiamo la nostra felicità sul partner.
Trovate la vostra stella e tenetela nel cuore? sarà la sua luce a trasmettere l?amore? perché L?AMORE ESISTE!
( ? )
PS:bellissima storia trovata in un vecchio post di un blog in cui piace “perdermi”
Riferimenti: paris-texas,londra,napoli,berlino,sicilia,roma,oslo
5 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: natale, solito
 non è il solito natale
macchina,radio,cd,la crus,parcheggio
ciao c’è A?,no non c’è,interessante sto cd,posso ascoltarlo?no è chiuso,ma come?è chiuso mi dispiace..lo apro se mi assicuri che lo compri?scusa quando viene A?starà dormendo , sono nuovo e non ho l’autorizzazione ad aprire cd.ok,ok,ciao..
ehilà,oh che sorpresa chi si rivede,ciao ciao ciao tutto bene?si e tu ?bene grazie..che casino!eh si!fai fai,do un occhiata,scaffali,libri,scale,cat power in filo diffusione,ancora libri, dvd, dvd+libri,libri+cioccolato(?),libri e t shirt,casino troppo casino,nulla dei libri che cerco come ogni natale,tradizione rispettata;allora bene questi da incartare e questi no sono x me,simpatico pure questo,aspè ma della AK o di McW,no dai il calabrone no,si per loro una guida vanno fuori, all’estero beati loro dopo natale,ci fumiamo una sigaretta?no grazie P, ho smesso..bravo ma come hai fatto?eh ho smesso…
oh maestro…ciao,buongiorno abbiamo fatto un lavoro coi bambini e lo abbiamo citato anzi gli abbiamo dedicato un capitolo insieme a l’Altro e poi pure l’Altra, ma lo sai che io non sono nato qui, certo che lo so, comunque sono contento che avete fatto questo lavoro grazie grazie io adoro i bambini, devo farglielo avere , si ci conto aspetti che le do un mio biglietto, lo sa che colleziono libri di joyce?no non lo sapevo, senti P hai libri suoi, no del prof. li ho finiti, peccato poteva essere un idea regalo
-prof confezione regalo?no è per me l’ho sempre letto in tedesco sono curioso di leggerlo in italiano..buon natale..
drin drin pronto si si si il 28 si si lo so quando?il 29 ma noi coi ragazzi siamo lì il 28,ah si si si, senti no no certo che posso esserci, ma posso portare con me uno qualsiasi del progetto ah bene si si ok e c’è pure? pure lui? e puntini c’è?pure lui..si si senti mi sembra giusto venire..vengo,grazie,no grazie a te e poi quando andrà in onda?il sei bene bene lo dirò pure ai ragazzi,no L non lo conosco..ciao arrivederci, buon natale..
3 ore ,sono passate 3 ore..ok fammi il conto!allora viene TOT euro!!!quanto????????azzo assai,ridiamo io rido amaro ma rido, la cultura costa minchia,ok ragazzi auguri ciao ciao e P2 dov’è..in baxykj , in bagno? no in banca te lo saluto io ok ok
sole sole fuori c’è il sole il cielo è azzurro le nuvole bianche ah che bella giornata di sole ma non è il solito natale,vetrine?manco a guardarle, ma si altra libreria, ciao ciao c’è per caso? no e avete libri di Lui ? no oppure ?no ok,e senti riguardo questo questo autore..si ecco trovo un libro del prof, ok lo compro, ciao ciao buon natale
altra libreria chiusa azzo è tardi,lo sapevo dovevo alzarmi presto.
pasticceria laboratorio, buongiorno ciao serve qualcosa, do un occhiata se ti serve un idea regalo siamo a tua disposizione
x esempio guarda queste 2 bottiglie alla modica cifra di…no volevo spendere di meno, ok possiamo fare, no aspetta questa quanto costa?ne hai scelta proprio una cara
ok ciao ciao serve una mano, si e no, vuoi un idea regalo bella che ti faccia fare bella figura..boh..prendiamo sta cesta e ci mettiamo tutta roba come..intanto assaggia e devi pure assaggiare questo liquore che facciamo in casa
si si buono tutto,convinto, ma quanto spendo?spendi piu o meno tot evri
ok ok facciamo 2 così uguali, bene..tu non sei di qui di dove sei?..ah allora non siamo lontani, no poi io sono un ibrido, x metà sono della tua città e x metà della mia(???)
e che te ne pare?non ho parole l’amo e una delle città più belle al mondo, musica, profumi, gente allegra e umile a volte sembra un pò troppo gattopardesca ma è un incanto, mi ci immergo sempre con piacere
grazie sei gentile, no è la verità,la mia è una città invece snob,chiusa “villanarricchita” non è la stessa cosa
grazie grazie non lo dico x compiacerti è la verità(e tu lo sai)
..silenzio…
buon natale buon natale, pronto ciao pomeriggio esci con me mi fai compagnia, quel regalo l’ha preso mia madre tutto ok è costato puntini puntini dividiamo però x 3 c’è pure M, ok ok allora alle 17 da me, ti offro il caffè e poi usciamo
si si ok se ci sono problemi ti chiamo
gia come al solito allora non vieni
no dai vengo ok?ok!
la crus bello sto disco lo ascolto e riascolto, loro sono maestri di tutti i newpoppersromanticitaliani(baustelle perturbazione ecc)anche se ancora manca qualcosa..siamo lontani dal gridare “capolavoro” però un paio di episodi entrano di dritto tra le cose piu belle realizzata da mauro eramnno, bello o no , non è lo stesso natale, penso scrivo su un blog,
mai fatto, ma volevo postare qualcosa da dire..a..a chi?dillo?niete niente, a nessuno, gente che parte, gente che è felice e gente che non lo è ma che trova lo stesso la gioia di perdersi sempre in questo pieno kaos natalizio anche se non è il solito natale con le solite persone coi soliti soldi, coi soliti regali, col solito 31, con le solite e-mail ed sms a cui rispondere..è tardi vado..
e il post?niente la prox volta
Riferimenti: ah proposito di natale..film da non vedere
1 Commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: loro, quella, terra
 Stoccolma, 9 dicembre 2005
Il mio nome è Roy Sesana. Sono un Boscimane Gana e vengo dal Kalahari, che oggi viene chiamato Botswana. Nella mia lingua, il mio nome è “Tobee” e la mia terra si chiama “T//amm”. Nessun popolo ha mai vissuto in un luogo tanto quanto noi nel Kalahari.
Quando ero ragazzo, sono andato a lavorare in una miniera. Ho messo da parte le pelli e ho indossato degli abiti. Ma dopo un po’, sono tornato. Questo mi avrebbe reso meno Boscimane degli altri? Non credo.
Sono un leader. Quand’ero piccolo non avevamo bisogno di leader e vivevamo bene. Ora, non possiamo farne a meno perché ci è stata rubata la nostra terra e dobbiamo combattere per sopravvivere. Ma questo non significa che io dica alla gente cosa fare, anzi, è proprio il contrario: sono loro a dirmi come devo agire per aiutarli.
Non so leggere. Mi avete chiesto di mettere per iscritto il mio discorso e, così, ho dovuto chiedere a degli amici di aiutarmi ma io non riesco a leggere le parole, mi dispiace! Però so leggere la terra e gli animali. Tutti i nostri bambini lo sanno fare. Se non fossero stati in grado di farlo, sarebbero morti molto tempo fa.
Conosco tante persone che sanno leggere le parole e molti, come me, che riescono a leggere solo la terra. Sono importanti entrambi. Noi non siamo primitivi o meno intelligenti; viviamo esattamente nel vostro stesso mondo moderno. Voglio dire che viviamo tutti sotto le stesse stelle… oh no, in realtà quelle sono diverse… nel Kalahari ce ne sono molte di più. Ma il sole e la luna, quelli sì, sono gli stessi.
Sono cresciuto facendo il cacciatore. Tutti i ragazzi e gli uomini del mio popolo erano cacciatori. Cacciare vuol dire cercare e parlare agli animali. Noi non rubiamo. Noi andiamo e chiediamo. Sistemiamo una trappola o camminiamo con un arco o una lancia. Possono occorrere anche molti giorni. Finalmente vedi le tracce di una antilope. Lei sa che tu se lì, lei sa che ti deve dare la sua forza. Ma si mette a correre e tu la devi inseguire. Correndo, diventi come lei. La corsa può durare ore e, alla fine, ci fermiamo stremati entrambi. Allora le parli e la guardi negli occhi. È così che lei capisce che ti deve dare la sua energia, perché i tuoi bambini possano sopravvivere.
Quando sono andato a caccia per la prima volta, non mi hanno permesso di mangiare. Gli adulti hanno bruciato alcuni pezzi della gazzella insieme a delle radici, e hanno cosparso il mio corpo con le ceneri. È così che ho imparato. Non è lo stesso modo di imparare che avete voi, ma funziona.
L’allevatore dice di essere più progredito dei cacciatori primitivi ma io non gli credo. Le sue greggi non danno più cibo delle nostre. L’antilope non è nostra schiava, non è costretta a portare dei campanelli al collo e può correre più veloce delle mucche, che sono pigre. Noi e la gazzella corriamo nella vita insieme.
Quando indosso le sue corna, l’antilope mi aiuta a parlare con i miei antenati, e loro aiutano me. Gli antenati sono molto importanti: non saremmo riusciti a sopravvivere senza di loro! Ognuno di noi lo sa, in fondo al suo cuore. Ma alcuni lo stanno dimenticando. Ci sarebbe qualcuno di noi vivo, oggi, se non ci fossero stati i nostri antenati? Io non credo.
Mi hanno insegnato a fare il guaritore. Devi sapere leggere le piante e la sabbia. Devi scavare le radici e metterti in forma. E devi lasciare da parte qualche radice per il futuro, perché un giorno i tuoi nipoti le possano trovare e mangiare. Impari quello che la terra ti insegna.
Quando un anziano muore, noi lo cremiamo e lui diventa un nostro antenato. Quando c’è una malattia, noi danziamo e parliamo con loro. Loro parlano attraverso il mio sangue. Allora io tocco la persona malata, trovo la malattia e la curo.
Noi siamo gli antenati dei figli dei nostri nipoti. Noi ci prendiamo cura di loro, esattamente come i nostri antenati si prendono cura di noi. Noi non siamo qui per noi stessi. Noi siamo qui gli uni per gli altri, e per i figli dei nostri nipoti.
Perché io sono qui? Perché il mio popolo ama la sua terra. Perché senza la nostra terra stiamo morendo. Molti anni fa, il presidente del Botswana disse che avremmo potuto vivere sulle nostre terre ancestrali per sempre. Non c’era mai stato bisogno che qualcuno ce lo dicesse. È naturale che possiamo vivere là dove Dio ci ha creato! Ma il presidente successivo ha detto che dobbiamo andarcene e ha cominciato a cacciarci via.
Ci disse che dovevamo andarcene a causa dei diamanti. E poi disse che cacciavamo troppi animali; ma questo non è vero. Dicono tante cose che non sono vere. Hanno anche detto che dovevamo andarcene perché il governo potesse svilupparci. Il presidente dice che se non cambieremo, moriremo come il Dodo. Non sapevo cosa fosse il Dodo. E allora mi sono messo a fare ricerche. Era un uccello, ed è stato sterminato dai coloni. Il presidente aveva ragione. Cacciandoci via dalla nostra terra, loro ci stanno uccidendo. Ci hanno torturato e sparato addosso. Io sono anche stato arrestato e picchiato.
Grazie per questo premio. È un riconoscimento mondiale della nostra lotta e porterà la nostra voce in tutto il mondo. Quando ho saputo di aver vinto, ero appena uscito di prigione. Dicono che sono un criminale, ma oggi sono qui, in piedi davanti a voi.
Mi chiedo che sviluppo sia mai quello che fa vivere la tua gente meno di quanto vivesse prima… Stiamo prendendo l’HIV/AIDS. I nostri bambini non vogliono andare a scuola perché là vengono picchiati. Alcuni si stanno dando alla prostituzione. Non gli è permesso cacciare, e allora si picchiano perché si annoiano e bevono. Alcuni hanno cominciato a suicidarsi. Non si è mai vista una cosa del genere prima! Fa male raccontare queste cose. È questo lo sviluppo?
Noi non siamo primitivi. Noi viviamo in modo diverso da voi, ma non viviamo esattamente come vivevano i nostri nonni, e la stessa cosa vale per voi. Noi amiamo i nostri bambini. E questa è una cosa che ci accomuna a tutti gli altri uomini.
Dobbiamo fermare il governo, dobbiamo impedirgli di rubare la nostra terra; senza di essa, noi moriremo.
Se qualcuno ha letto tanti libri e crede che siamo primitivi perché noi non ne abbiamo letto nemmeno uno, allora dovrebbe buttare via quei libri e cercarne uno che dica che siamo tutti fratelli e sorelle davanti a Dio, e che abbiamo tutti lo stesso diritto di vivere.
Questo è tutto. Grazie.
Roy Sesana
First People of the Kalahari, Botswana
Il discorso tenuto da Roy Sesana durante l’assegnazione del Right Livelihood Award, noto come “Premio Nobel Alternativo” Riferimenti: survival
Nessun commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: three, xmas
 ?Qua poi ci vengono tutte montagne con la neve sopra. Le casette piccole per la lontananza. Qua ci metto la lavandaia, qua viene l?osteria e questa è la grotta dove nasce il Bambino. Te piace, eh? Te piace!?.
Tommasi’, te piace o’ presebbio? Riferimenti: natale a casa cupiello
Nessun commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: xmas
 Una volta – il più bel giorno dell’anno, la vigilia di Natale – il vecchio Scrooge se ne stava a sedere tutto affaccendato nel suo banco. Il tempo era freddo, uggioso, tutto nebbia; e si sentiva la gente di fuori andar su e giù, traendo il fiato grosso, fregandosi forte le mani, battendo i piedi per terra per scaldarseli. Gli orologi del vicinato avevano battuto le tre, ma era già quasi notte, se pure il giorno c’era stato. Dalle finestre dei negozi vicini rosseggiavano i lumi come tante macchie sull’aria grigia e spessa. Entrava la nebbia per ogni fessura, per ogni buco di serratura; e così densa era di fuori che, ad onta dell’angustia del vicoletto, le case dirimpetto parevano fantasmi. Davvero, quella nuvola scura che scendeva e scendeva sopra ogni cosa faceva pensare che la Natura, stabilitasi lì accanto, avesse dato l’aire a una sua grande manifattura di birra.
?Zio Scrooge, lieto Natale!?
?Che diritto hai tu di essere lieto? Non sei abbastanza povero??
?Via!? rimbeccò gaiamente il nipote. ?E che diritto hai tu di essere scontento? Non sei abbastanza ricco?? Riferimenti: canto di natale
Nessun commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: xmas
 Fayrtale of New York
It was Christmas Eve babe
In the drunk tank
An old man said to me, won’t see another one
And then he sang a song
The Rare Old Mountain Dew
And I turned my face away
And dreamed about you
Got on a lucky one
Came in eighteen to one
I’ve got a feeling
This year’s for me and you
So happy Christmas
I love you baby
I can see a better time
When all our dreams come true
They’ve got cars
Big as bars
They’ve got rivers of gold
But the wind goes right through you
It’s no place for the old
When you first took my hand
On a cold Christmas Eve
You promised me
Broadway was waiting for me
You were handsome
You were pretty
Queen of New York City
When the band finished playing
They howled out for more
Sinatra was swinging
All the drunks they were singing
We kissed on the corner
Then danced through the night
The boys of the NYPD choir
Were singing ‘Galway Bay’
And the bells were ringing
Out for Christmas day
You’re a bum
You’re a punk
You’re an old slut on junk
Living there almost dead on a drip
In that bed
You scum bag
You maggot
You cheap lousy faggot
Happy Christmas your arse
I pray God
It’s our last
I could have been someone
So could anyone
You took my dreams
From me when I first found you
I kept them with me babe
I put them with my own
Can’t make it all alone
I’ve built my dreams around you Riferimenti: pogues
Nessun commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: giorni, natale
 19/12/05
Gli alberi, i campi, i pali della luce, le fabbriche, le fattorie e le automobili mi sfrecciavano davanti agli occhi..
distolgo lo sguardo dal finestrino per posarlo nuovamente su di lei che dorme sul sedile di fronte
istanti che passano veloci come sguardi buttati dal finestrino di un treno in corsa Riferimenti: applegirlwho?
Nessun commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: brilliant, trees
 … Il pastore che non fumava prese un sacco e rovesco sul tavolo un mucchio di ghiande. Si mise ad esaminarle l’una dopo l’altra con grande attenzione, separando le buone dalle guaste….
Arrivato dove desiderava, cominciò a piantare la sua asta di ferro in terra. Faceva così un buco nel quale depositava una ghianda, dopo di che turava di nuovo il buco.
Piantava querce.
Gli domandai se quella terra gli apparteneva. Mi rispose di no. Sapeva di chi era?
Non lo sapeva. Supponeva che fosse una terra comunale, o forse proprietà di gente che non se ne curava? Non gli interessava conoscerne i proprietari.
Piantò così le cento ghiande con estrema cura.
Da tre anni piantava alberi in quella solitudine.
Ne aveva piantati centomila.
Di centomila, ne erano spuntati ventimila.
Di quei ventimila, contava di perderne ancora la metà, a causa dei roditori o di tutto quel che c’è di imprevedibile nei disegni della Provvidenza.
Restavano diecimila querce che sarebbero cresciute in quel posto dove prima non c’era nulla.
albero by aldo bellanca Riferimenti: l’uomo che piantava alberi
1 Commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: fruit, tree
 La fama non è che un albero da frutto
Così tanto malsano
Non può mai fiorire
Finché il suo tronco resta nella terra
Così gli uomini di fama
Non possono mai trovare una strada
Fino a quando tanto tempo non è trascorso
Dal giorno della loro morte
Dimenticato mentre sei qui
Ricordato per un po’
Una rovina molto modernizzata
Di uno stile ormai sorpassato
La vita non è che un ricordo
Di quanto è accaduto molto tempo fa
Un teatro pieno di tristezza
Per uno spettacolo a lungo dimenticato
Sembra così facile
Lasciare che tutto trascorra così
Finché non ti fermi e ti chiedi
Perché non ti sei mai chiesto perché
Sicuro nel grembo
Di una notte eterna
Scopri che l’oscurità può
Dare la luce più brillante
Sicuro nel tuo posto profondo nella terra
E’ allora che capiranno ciò che
tu valevi veramente
Dimenticato mentre sei qui
Ricordato per un po’
Una rovina molto modernizzata…
Albero da frutto
Nessuno ti conosce tranne la pioggia e l’aria
Non preoccuparti
Loro resteranno e guarderanno fisso quando te ne sarai andato
Albero da frutto
Apri gli occhi a un altro anno
Tutti sapranno
Che tu sei stato qui, quando sarai andato
Riferimenti: immortalità3
Nessun commento »
Scritto da: gion braun in Cinema, tags: blow
 ? Quando un cineamatore riprende scene di un viaggio, di un party, o di altre speciali occasioni, e specie quando sta riprendendo i propri figli, sta innanzitutto cercando di far presa sul tempo, e, in ultima analisi, sta tentando di sconfiggere la morte. L’atto del fare cinema può quindi essere considerato nel suo complesso come una esteriorizzazione del processo della memoria.”
S. Brakhage, In difesa del cine-”amatore”, 1967
Riferimenti: immortalità2
Nessun commento »
 Ogni desiderio umano di immortalità reca in sé la brama di sopravvivere. L’uomo non vuole esserci per sempre; egli vuole continuare ad esserci, quando gli altri non ci saranno più.
Riferimenti: foto-castelbuono luglio 2004
2 Commenti »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: questa, terra
 La Sicilia è difficile. Lacera persone e sentimenti e invade chi, per nascita o per scelta, si lega a lei.
La Sicilia è difficile. La sua arretratezza sociale ed economica è una lunga distanza geografica e mentale che la spinge lontano dall?Europa.
La Sicilia è crudele. Le atrocità della mafia sono un marchio d?orrore che tutti i siciliani si portano appresso come il numero impresso sulla carne degli ebrei dei lager. Non si può cancellare.
La Sicilia è bellissima e dura col suo sole titanico e tirannico, la sua luce violenta, il suo mare che dipinge e colora l?aria e la rinfresca. Bellissima e morbida nelle sue lente sere odorose, ridondanti di brezze lievi e vestiti leggeri e di chiacchere indolenti, di luci lungo le coste, di cibi sensuali.
La Sicilia è scomoda, ma viverla è possibile con orgoglio antico e altero. C?è chi crede che questa terra possa crescere e diventare moderna, civile ed economicamente evoluta senza perdere però le sue suggestioni, il suo fascino, la sua cultura.
C?è chi lavora perché ciò accada.
?dedicato a loro. Ai siciliani che crescono.
Leonardo Sciascia Riferimenti: l’isola nell’isola /marettimo festa popolare-marzo 2004
2 Commenti »
 Sono entrambi convinti
che fu un improvviso sentimento a unirli.
Com’è bella tanta certezza
ma l’incertezza è ancor più bella.
Pensano che non conoscendosi prima,
nulla sa mai avvenuto tra loro.
Ma che diranno mai le strade, le scale, i corridoi
nei quali da tempo han potuto incrociarsi?
Vorrei chieder loro
se per caso ricordano-
forse una volta tra le porte girevoli
un faccia a faccia?
un qualche “scusi” nella calca?
l’eco di un “ha sbagliato” al telefono?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Grande sarebbe la sorpresa,
a saper che ormai da tempo
li ha presi in giro il caso.
Pronto non era ancora
a mutar per loro in sorte,
li ha tenuti vicini e poi lontani,
gli ha sbarrato la strada e
soffocando il riso
con un salto si è fatto da parte.
Furono segni, segnali,
ben poco importa se oscuri.
Forse tre anni or sono
oppure il martedì recente
non volò via quella piccola foglia
di spalla in spalla?
Qualcosa venne perso e qualcosa raccolto.
Chissà se cominciò già con la palla
in quei cespugli d’infanzia?
Furono maniglie e campanelli,
su cui di buon ‘ora
il tocco si posò sul tocco.
Valigie appaiate nel deposito bagagli.
Fu forse un sogno uguale nella notte,
scomparso d’improvviso col risveglio.
Poichè ogni inizio
è solo un seguito,
e il libro degli eventi
resta pur sempre a metà aperto.
w.s. Riferimenti: Wislawa Szymborska
Nessun commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: senza, titolo
 io lascio che le cose passino e mi sfiorino perchè non sono in grado di comprenderle Riferimenti: me stesso
Nessun commento »
 uno?
special thanks to(bloggers):susan storm,la mia realtà,cometumivuoi,abloom,lucia78,lidia,piperita,hermana,amelie,linus,nicosole,2°rinascimentoital.,pimco,rem
4 Commenti »
 silence:
sea
and
sky
ps:
goodbye Riferimenti: gauguin
Nessun commento »
 Smettiamo di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione,di sposarci, di avere un figlio. Smettiamo di aspettare il venerdì sera,la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova.
Smettiamo di aspettare la primavera, l’estate, l’autunno o l’inverno.
Smettiamo di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente, e decidiamo che non c’è momento migliore per essere felici che il momento presente.
La felicità e le gioie della vita non sono delle mete ma un viaggio.
lavoriamo, come se non avessimo bisogno di soldi; amiamo, come se non dovessimo soffrire; balliamo, come se nessuno ci stesse guardando… Riferimenti: munch
2 Commenti »
 Ricordati di quando eri giovane, Splendevi come il sole Illuminati diamante pazzo
Ora c’è uno sguardo nei tuoi occhi, Come buchi neri nel cielo Illuminati diamante pazzo
Sei stato intrappolato nel fuoco Incrociato di infanzia e celebrità Portato via dal vento metallico Vieni avanti tu, bersaglio Per risate distanti Vieni avanti tu straniero, tu leggenda, Tu martire, e splendi!
Hai scovato il segreto troppo presto, Hai ululato alla luna Illuminati diamante pazzo
Minacciato dalle ombre di notte, Ed esposto alla luce Illuminati diamante pazzo
Hai esaurito i tuoi “benvenuto” Sparandoli a casaccio Hai cavalcato il vento metallico Vieni avanti tu farneticante, Tu visionario, Vieni avanti tu pittore, tu pifferaio, Tu prigioniero, e splendi!
Nessuno sa dove tu sia, Quanto vicino o quanto lontano Illuminati diamante pazzo
Ammucchia molti più strati E ci salirò con te Illuminati diamante pazzo
Ci sdraieremo all’ombra Dei trionfi di ieri E navigheremo nel vento metallico Vieni avanti tu ragazzino, Tu vincitore e perdente, Vieni avanti tu cercatore Di verità e delusione, e splendi!
Riferimenti: barrett marco& emily
1 Commento »
 Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione. Ad te solo, Altissimo, se konfano, et nullu homo ène dignu te mentovare. Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual’è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione. Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle: in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle. Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento. Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta. Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte. Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba. Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore et sostengo infirmitate et tribulatione. Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati. Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male. Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate e serviateli cum grande humilitate. Riferimenti: cantico
Nessun commento »
 Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire non si deve amare. Però allora si soffre di non amare, pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire e soffrire è soffrire. Essere felici è amare, allora essere felici è soffrire, ma soffrire ci rende infelici, pertanto per essere infelici si deve amare o amare e soffrire o soffrire per troppa felicità… Io spero che tu stia prendendo appunti… Riferimenti: manhattan
1 Commento »
 il ragazzo con la spina nel fianco
dietro il rancore nasconde un atroce desiderio di amore
come possono guardarmi negli occhi
e non credermi ancora
come possono sentirmi pronunciare quelle parole
e non credermi ancora
e se non mi credono adesso
mi crederanno mai?…
….come possono vedere l’amore nei nostri occhi
e non crederci ancora
e dopo tutto questo tempo
loro non vogliono crederci
e se non ci credono ora
ci crederanno mai?
e quando vuoi vivere
come cominci?
dove vai?
WHO DO YOU NEED TO KNOW?CHI HAI BISOGNO DI CONOSCERE? Riferimenti: smithsfamily
Nessun commento »
 Serenita` di un attimo
Ora come allora
rumori lontani e soffusi
cose perse ed acquisite
ma il tempo e` veramente andato
Puoi trascrivere ogni minuto
puoi trascrivere messaggi
quello che sai e` che pochi
capiranno le sottili analogie
tra l’altezza piu` sublime
e il piu` profondo baratro
Ora come allora
granelli di polvere
in un raggio di sole
che fa breccia dal di fuori
ma non e` tutto uguale
Ora e solo ora
frammenti di passato
viaggiano dentro di me
in un’unica direzione Riferimenti: no war
Nessun commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: anna, zero
 Nubi di fiato rappreso
s’addensano sugli occhi
in uno stanco scorrere
di ombre e di ricordi:
una festa,
un frusciare di gonne,
uno sguardo,
due occhi di rugiada,
un sorriso,
un nome di donna:
Amore
Non
Ne
Avremo.
peppino i. Riferimenti: anna(L),peppino(me)
1 Commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: dream, have
 E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E? un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell?arroganza dell?ingiustizia, colmo dell?arroganza dell?oppressione, si trasformerà in un?oasi di libertà e giustizia.
Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!….Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi.
PS:
Sleep
Sleep tonight
And may your dreams
Be realized
If the thunder cloud
Passes rain
So let it rain
Rain down on him
So let it be
So let it be
Sleep
Sleep tonight
And may your dreams
Be realized
If the thundercloud
Passes rain
So let it rain
Let it rain
Rain on him
Riferimenti: martinlutherking
1 Commento »
Scritto da: gion braun in Senza categoria, tags: chiaro, luna, uccidiamo
 - Olà! grandi poeti incendiarî, fratelli miei futuristi!…- O pazzi, o fratelli nostri amatissimi, seguitemi!…Noi costruiremo il Binario sulle cime di tutte le montagne, fino al mare! Quanti siete?…Tremila?…Non basta! D’altronde la noia e la monotonia troncheranno in breve il vostro bello slancio…Corriamo a domandar consiglio alle belve dei serragli accampati alle porte della Capitale. Sono gli esseri più vivi, i più sradicati, i meno vegetali! Avanti!…A Podagra! A Podagra!…
E partimmo, scarica formidabile di una chiusa immane.
L’esercito della follia si avventò di pianura in pianura, calò per le valli, ascese rapido alle cime, con lo slancio fatale e facile d’un liquido entro enormi vasi comunicanti, e infine mitragliò di grida, di fronti e di pugni le mura di Podagra che risuonò come una campana.
Dopo avere ubbriacati, uccisi o calpestati i guardiani, la gesticolante marea inondò l’immenso corridoio melmoso del serraglio, le cui gabbie, piene di velli danzanti ondeggiavano nel vapore delle urine selvatiche e oscillavano più leggiere che gabbie di canarini fra le braccia dei pazzi…..All’estremità del promontorio di Cormorin, orlato di una poltiglia di ossami biancastri, ecco l’Asino colossale e scarno la cui groppa di cartapecora grigiastra fu incavata dal peso delizioso della Luna…Ecco l’Asino dotto, dal membro prolisso rammendato di scritture, che raglia da tempo immemorabile il suo rancore asmatico contro le brume dell’orizzonte, dove tre grandi vascelli s’avanzavano immobili, con le loro velature simili a colonne vertebrali radiografate….Finalmente, fu aperto un varco: enorme convulsione di fogliami feriti, i cui lunghi gemiti svegliarono i lontani echi loquaci appiattati nella montagna. Ma, mentre ci accanivamo, tutti, a liberar le nostre gambe e le nostre braccia dalle ultime liane affettuose, sentimmo a un tratto la Luna carnale, la Luna dalle belle coscie calde, abbandonarsi languidamente sulle nostre schiene affrante.
Si udì gridare nella solitudine aerea degli altipiani:
- Uccidiamo il chiaro di Luna!
Alcuni accorsero alle cascate vicine; gigantesche ruote furono inalzate, e le turbine trasformarono la velocità delle acque in magnetici spasimi che s’arrampicarono a dei fili, su per alti pali, fino a dei globi luminosi e ronzanti.
Fu così che trecento lune elettriche cancellarono coi loro raggi di gesso abbagliante l’antica regina verde degli amori.
Riferimenti: futurismi
Nessun commento »
|